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Prossimo Inverno, Gelo come nel Febbraio 2012? Ecco cosa dicono i dati aggiornati

Probabilità ridotte ma non impossibili Le ondate di gelo paragonabili a febbraio 2012 risultano oggi statisticamente meno probabili a causa del

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Probabilità ridotte ma non impossibili

Le ondate di gelo paragonabili a febbraio 2012 risultano oggi statisticamente meno probabili a causa del Riscaldamento Globale, ma non sono affatto scomparse. Il cambiamento climatico rende il sistema atmosferico più instabile e difficile da prevedere, favorendo fenomeni estremi in entrambe le direzioni: ondate di caldo sempre più intense e episodi di freddo ancora capaci di colpire con decisione.

Fattori chiave per le probabilità attuali

Stratwarming e Vortice Polare
Solo circa il 30% degli eventi di stratwarming riesce a innescare ondate di freddo rilevanti in Italia, e la propagazione degli effetti in troposfera richiede in genere due o tre settimane prima che si manifesti un effettivo calo termico.

La Niña e inverno 2025-2026
Le proiezioni per l’inverno 2025–2026 indicano che il ritorno della Niña potrebbe aumentare l’instabilità del sistema climatico, alzando la probabilità di eventi estremi come ondate di freddo, nevicate abbondanti e sbalzi termici improvvisi. Ciò non implica un inverno gelido ovunque, ma eleva il rischio di episodi marcati a scala regionale.

Ricerche scientifiche rilevanti

Numerosi studi hanno mostrato come lo stratwarming possa essere innescato dalle ondulazioni atmosferiche al confine tra aria polare e aria subtropicale, con la stratosfera che condiziona la troposfera attraverso la disgregazione del Vortice Polare e i successivi scambi meridiani. L’IPCC evidenzia che il riscaldamento si associa a una maggiore meridianizzazione della circolazione atmosferica, con conseguente aumento di frequenza e intensità di eventi estremi come alluvioni, siccità, ondate di caldo e, seppur più raramente, ondate di gelo.

Aumento delle temperature in Italia dal 2012

Nel decennio 2013–2022 si è registrato un marcato aumento delle temperature medie rispetto al 2003–2012, con anomalie mensili spesso eccezionali comprese tra +2 e +4°C. Le estati in Italia sono diventate sensibilmente più calde, con un incremento di circa +1,5°C negli ultimi 50 anni.

Dal 1981 al 2023 la temperatura media in Italia è cresciuta di circa 0,40°C per decade; il 2023 ha mostrato un’anomalia di +1,14°C rispetto alla media 1991–2020.

Nel 2024, l’area europea con meno di tre mesi di gelo ha raggiunto circa il 69% (contro una media storica intorno al 50%), segnalando una netta riduzione degli eventi di freddo estremo in Europa.

Potenziale delle ondate di gelo dalla Siberia nel 2025 vs 2012

Differenze strutturali:

Contesto atmosferico
Nel febbraio 2012, un riscaldamento stratosferico a metà gennaio contribuì a rafforzare l’anticiclone russo-siberiano e a convogliare aria gelida continentale, in una configurazione paragonabile a 1956 e 1985.

Temperatura del Mediterraneo
Negli ultimi anni le temperature del Mar Mediterraneo sono rimaste sopra la norma, in alcuni casi fino a +2°C rispetto ai valori medi. Questa anomalia termica aumenta l’energia disponibile per la ciclogenesi e può favorire nevicate a bassa quota quando affluisce aria fredda.

Circolazione modificata
L’ultimo decennio ha visto cambiamenti marcati nella circolazione atmosferica invernale, con un crollo della nevicata media su scala nazionale e un chiaro aumento delle temperature medie. Episodi invernali di rilievo restano possibili, ma su sfondo climatico più mite e con frequenza ridotta.

Conclusione

Il potenziale di ondate di gelo siberiane persiste, ma la loro probabilità appare inferiore rispetto al 2012. Quando si verificano, possono risultare più impattanti a causa del contrasto termico con mari più caldi e della maggiore instabilità indotta dal cambiamento climatico.

Credit e fonti scientifiche:

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