Scuole al via con 35°C nelle aule: l'Estate 2026 non fa sconti
Il calendario scolastico 2026/2027 parte mentre l'anticiclone regala ancora giornate da piena estate: aule senza climatizzazione, umidità alle stelle e milioni tra studenti e docenti esposti a un disagio termico difficile da sostenere.
Calendario scolastico e caldo
Abbiamo dato uno sguardo al calendario scolastico nazionale, regione per regione, ed ci sono delle differenze sul ritorno a scuola. Ciò che emerge, soprattutto leggendo qua e là, è che in alcune città viene richiesta l’apertura delle scuole con una settimana o dieci giorni di ritardo, a causa del fatto che gli istituti scolastici sono privi di climatizzazione e le temperature sono ben più che estive: sarebbero quelle dei primi di agosto delle ultime estati, perché la staigone 2026 è un’eccezione. Durante il pomeriggio si supera diffusamente il valore di 30°C ed è addirittura in arrivo una fase ancora più calda, con valori fino a 35°C ad esempio nelle vallate alpine e in Pianura Padana, per non parlare poi del caldo a 35°C nel resto d’Italia, a cui si somma anche l’elevato tasso di umidità che incrementa la sensazione termica. Sostanzialmente si rischia di aprire le scuole con temperature che sono veramente sopra la soglia indicata per le attività didattiche.
ContentsAule sovraffollate, il moltiplicatore del disagio
C’è poi da considerare un’aggravante. Nelle aule deve soggiornare un certo numero di persone, spesso sopra le 20 unità, talvolta 25 o addirittura 30. Non si possono tenere le porte della classe aperte, per evitare che ci siano disturbi durante la lezione, e mantenere le finestre aperte comporta il fatto che entri il caldo dall’esterno. Tra l’altro molte scuole hanno alcune aule esposte verso sud senza tende solari, e comunque all’interno della classe si possono avere temperature abbondantemente sopra i 30°C, peraltro anche con un alto tasso di umidità, aggravato dal vapore prodotto dall’alito e dalla respirazione: un livello di umidità che diventa insostenibile.
Istituzioni ferme, e le esigenze delle famiglie che lavorano
Purtroppo non sembra che ci sia una risposta da parte delle istituzioni e le scuole inizieranno secondo il calendario. Dall’altra parte ci sono anche i genitori che lavorano e che chiedono che le scuole vengano aperte in quelle date prestabilite: insomma c’è un tira e molla, però resta il fatto che sia i lavoratori sia gli alunni andranno a scuola con temperature estremamente disagevoli. Va detto che sicuramente i ragazzi non possiamo tapparli in casa tutto il giorno, ma in un ambiente protetto possono godere di temperature controllate dai genitori o da altre persone; spostarsi per recarsi a scuola comporta invece tutta una serie di situazioni in cui il corpo umano, anche dei bambini o degli adolescenti, viene esposto a valori di calura esagerati.
Estate 2026 che non vuole finire
La stagione estiva 2026 non vuole finire, bisogna dire questo: perlomeno per circa una settimana avremo temperature molto elevate e quindi condizioni decisamente disagevoli, come confermano i modelli matematici sul primo scorcio di settembre. L’anno scolastico 2026/2027 mediamente inizia tra il 7 e il 17 settembre. È chiaro che laddove inizierà il 17 settembre ci si augura che le condizioni climatiche siano più favorevoli, anche se è difficile, perché questo succede al Sud Italia che solitamente vede le lezioni iniziare più tardi rispetto al Nord. Ad esempio nella provincia autonoma di Bolzano si inizia il 7 settembre, e peraltro in alcune aree, come Milano, viene incentivata l’apertura delle scuole già da oggi 1° settembre, con attività ricreative, per sostenere le famiglie che lavorano.
Siamo in una situazione dove è come “il cane che si morde la coda”: da una parte la situazione climatica estremamente disagevole, dall’altra l’esigenza delle famiglie, ma allo stesso tempo anche l’esposizione di milioni di persone a temperature difficili da sopportare. Sarà pur vero che durante l’estate molti ragazzi sono stati al mare con valori anche peggiori, ma erano all’aria aperta, avevano la possibilità di trovare refrigerio e comunque di indossare un abbigliamento più consono, cosa che a scuola non è certo possibile. Stessa cosa vale per i docenti e per il personale ATA, cioè per tutto il mondo della scuola.
Edifici scolastici senza climatizzazione
In Italia le vacanze scolastiche nascono soprattutto dalle condizioni climatiche estive, dato che gli istituti non sono dotati di climatizzazione: solo qualcuno negli anni se n’è dotato, in alcuni casi grazie all’offerta di privati, ma generalmente le scuole ne sono prive. Tra le altre cose anche la classe energetica degli edifici scolastici è molto carente: c’è quindi una forte dispersione di calore durante la stagione invernale e, al contrario, il calore durante la stagione estiva si fa sentire parecchio. Ne sanno qualcosa i ragazzi che sostengono gli esami di maturità, quelli di terza media e di quinta elementare, e anche chi è costretto a rimanere a scuola durante i mesi caldi.
Tutela degli alunni, la scelta più opportuna
Tante attività avvengono in condizioni disagevoli, ma meno se ne svolgono meglio è: c’è più tutela per il lavoratore e, in questo caso, per gli alunni, ed è la scelta più opportuna da fare. Però, come detto, le istituzioni e la burocrazia molto difficilmente risponderanno alle esigenze del clima, cosa che effettivamente non avviene nemmeno in altri ambiti.
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