(METEOGIORNALE.IT) L’estate che si annuncia è piuttosto diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto durante i mesi di Giugno, Luglio e Agosto. Ovviamente è differente anche rispetto a quella che vi hanno raccontato accadesse negli anni ’60 e fino agli anni ’90, ma pure fino agli anni 2000 e all’inizio del 2000.
Settembre ha spesso mostrato peculiarità estive, non è una novità, però le ondate di caldo erano solitamente associate al richiamo di masse d’aria africana prefrontali, cioè prima del transito di una perturbazione; ciò si alternava poi a periodi con l’alta pressione delle Azzorre. Avete sicuramente sentito parlare di un’alta pressione non caratterizzata dal caldo rovente come quella africana. Ebbene, questa si chiamava alta pressione delle Azzorre.
Attualmente l’alta pressione delle Azzorre, durante le stagioni estive, permane in pieno oceano Atlantico e ha lasciato campo libero all’espansione verso nord di campane di alta pressione africana. In sostanza c’è stata una sorta di propagazione verso nord a forma di campana, ben visibile su una mappa meteo, dell’alta pressione proveniente dall’Africa.
Una peculiarità dell’alta pressione africana è che non presenta valori elevati di pressione atmosferica al suolo. Quindi, ad esempio, se avete un barometro a casa non troverete una pressione atmosferica alta, ma piuttosto un valore nella media o addirittura sotto la norma. Infatti, le alte pressioni africane mostrano valori elevati in quota. Questo genera uno schiacciamento dell’aria nei bassi strati che si surriscalda, ed è per questo che registriamo temperature molto elevate, oltre al fatto che arriva effettivamente aria calda dall’Africa.
In aggiunta a ciò, siamo a Settembre, e Settembre meteorologicamente non è più estate, bensì autunno. Tuttavia, presenta ancora notevoli peculiarità estive, soprattutto nella sua prima parte. Durante questo mese però si registra la maggiore perdita di luce solare di tutto l’anno: le giornate si accorciano più rapidamente rispetto a qualsiasi altro mese. Perdendo luce si perde radiazione solare, e la radiazione solare produce calore. Tuttavia, abbiamo quello che viene definito calore latente, cioè quello che ha riscaldato durante l’estate le terre emerse e soprattutto i mari.
Mentre le terre emerse con molta più facilità perdono calore e si raffreddano, il mare no: i mari si raffreddano molto più lentamente, anche in presenza di irruzioni di aria fredda. Succede che le acque vengano rimescolate, ma poi la temperatura risale, anche perché nel caso del Mar Mediterraneo le acque appena più profonde registrano temperature sopra la media. Abbiamo dunque a che fare con un mare comunque caldo, e lo sarà anche nei prossimi mesi.
Questo favorisce i cosiddetti contrasti termici, soprattutto quando transitano perturbazioni e masse d’aria instabili. Nell’arco delle prossime due settimane è probabile che ulteriori fronti temporaleschi attraversino parte dell’Italia. Non è al momento possibile indicare con precisione quali aree saranno interessate, ma è certa la possibilità che alcune vengano colpite anche duramente, soprattutto le regioni del Nord Italia.
Queste aree si trovano molto più prossime, rispetto al resto della Penisola, alle correnti oceaniche. Le quali, però, non sono e non saranno stabilmente presenti sull’Europa centrale, perché l’alta pressione africana si sposterà più a nord. Ci saranno addirittura richiami di aria calda prefrontale che raggiungeranno l’Europa centrale e la Francia: ad esempio Parigi o alcune città tedesche centro-settentrionali hanno, nella prospettiva di una settimana, previsioni con picchi massimi superiori ai 30 °C. Temperature che in passato venivano registrate eccezionalmente nel mese di Settembre.
Questo è un ulteriore elemento che avvalora tutte le ricerche e le pubblicazioni scientifiche che mostrano come il clima presenti oggi temperature superiori al passato. Tutto questo calore si traduce in energia che si manifesta sotto forma di vapore acqueo, il quale innesca temporali estremamente violenti. MI riferisco a temporali anche con grandine, e venti intensi, nubifragi, ad esempio.
Temporali insolitamente intensi si sono già registrati anche nel Centro Italia e nel Sud, non solo al Nord con scariche elettriche potentissime e frequentissime, chiamate tempeste elettriche. Soprattutto quest’anno abbiamo osservato una quantità eccezionale di fulmini anche nelle regioni centrali e meridionali, al punto che purtroppo si sono verificati decessi e feriti a causa dei fulmini.
I fulmini, dunque, sono una diretta conseguenza dell’aumento dell’attività elettrica nei temporali. Quindi, clima estivo, ma anche occasione di temporali, spesso di forte intensità, in un contesto di temperature prevalentemente superiori alla media, eccetto nei giorni interessati da precipitazioni e fenomeni temporaleschi.
Va detto, in aggiunta alla stranezza di questo settembre, che quest’anno le nevicate alpine sembrano essere previste tardivamente: infatti, nell’arco delle prossime due settimane, non è attesa neve sotto i 2000 metri di quota.
E attenzione: anche in annate recenti, come nel 2023, estate più calda del 2025, a fine Agosto si verificarono nevicate. Quindi parlare di “non estate” mi sembra del tutto fuori luogo. Poi, ovviamente, ciascuno di noi ha la sua opinione su questo ed è libero di esprimerla. Ricordo sempre che qui condividiamo considerazioni basate sui modelli matematici e sulla propria esperienza, perciò non intendo assolutamente sottolineare come errore eventuali opinioni differenti espresse da un mio collega.
Credit
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK)
- NOAA Climate Program Office
- European Climate Research Alliance (ECRA)
- Copernicus Climate Change Service
- Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC)
- European Commission Joint Research Centre
- NOAA National Centers for Environmental Information

