
(METEOGIORNALE.IT) Parliamo ovviamente di temperature superficiali e in tal senso vi sono svariate fonti pubbliche – online – dove è possibile consultare mappe termiche in totale autonomia. Ovviamente bisogna saperle leggere, ma raffrontando colori e tonalità con il diagramma di riferimento è abbastanza intuitivo risalire agevolmente ai valori termici
Nel nostro lavoro, soprattutto nei mesi estivi e i primi autunnali, è fondamentale tenere d’occhio queste mappe. Lo è diventato soprattutto negli ultimi anni, o magari volendo ampliare il discorso negli ultimi decenni. Il motivo? Semplice: il caldo. Le ondate di calore che si susseguono durante l’Estate non fanno altro che costruire una riserva energetica spaventosa.
Sicuramente vi sarà capitato di leggere, da più parti, paragoni tra i nostri mari e quelli tropicali. Ed è vero, le temperature che stiamo raggiungendo negli ultimi anni sono assimilabili ai mari caraibici. Anzi, talvolta le superano pure. Non è un caso, quindi, che il Mar Mediterraneo si stia popolando di specie che tipiche di ben altri specchi d’acqua.
Ma quel che più interessa per il nostro mestiere è capire quant’è l’energia in gioco, quella che viene immagazzinata durante l’Estate. Perché poi, come sappiamo, al primo sbuffo d’aria fresca viene rilasciata in atmosfera sotto forma di precipitazioni particolarmente violente.
I temporali sempre più forti, i nubifragi sempre più potenti, le grandinate sempre più grosse. Questo, in definitiva, è il risultato del troppo caldo. Quando si parla di estremizzazione meteo climatica si fa riferimento al fatto che i fenomeni atmosferici sono più violenti. Fenomeni che un tempo, qui da noi, non erano minimamente contemplati dalla letteratura meteorologica.
Per vedere certi temporali, trombe d’aria, grandinate, o strutture cicloniche assimilabili agli uragani si doveva andare a spulciare nelle notizie meteorologiche di altri Paesi. Ad esempio gli Stati Uniti, il Sud America, o magari la Cina e più in generale alcuni paesi asiatici.
Oggi, invece, non c’è più bisogno. Oggi siamo noi al centro dell’estremizzazione meteo climatica e bisogna prenderne atto. Purtroppo la non abitudine a un certo tipo di fenomeni porta all’impreparazione, alla non prevenzione. Ma questo è un discorso talmente complesso che non basterebbe un solo articolo per spiegare tutte le implicazioni dell’estremizzazione.
Fatto sta che, lo ripetiamo, è bene prenderne atto e farsi trovare pronti. Perché le prossime settimane, in tal senso, potrebbero riproporci un tipo di tempo non proprio gradevole. (METEOGIORNALE.IT)
