
(METEOGIORNALE.IT) Ebbene parliamo di neve mentre arriva un’ondata di calore che porterà le temperature a valori considerevolmente superiori alla media, soprattutto verso questo finire di settimana, con picchi massimi tra sabato e domenica, vi parlo di neve.
E sì, perché la prossima settimana arriverà aria fresca, forse quasi fredda, ma su questo vedremo, e so che inizieremo a parlarvi di nevicate sui rilievi italiani. Non è che la neve cadrà in pianura: già non succede a gennaio o a dicembre in questi anni, e solo ipotizzare che possa nevicare in pianura a fine settembre è alquanto fantasioso, quantomeno in Italia. Pensate che stentano ad arrivare le prime nevicate fugaci si sono viste in alcune località della Siberia ma niente in Lapponia.
Invece, nel Nord America c’è stata un’irruzione di aria fredda piuttosto considerevole: ci sono state nevicate nel Canada orientale e in alcune aree delle Montagne Rocciose, mentre attualmente c’è un’ondata di calore davvero ragguardevole sull’ovest del Canada, con temperature che superano anche i 30 °C. Ma loro vivono di estremi meteo, anche se pure da noi in Europa ormai non si scherza.
E in Italia? Ebbene, siamo andati a vedere che cosa è successo nel passato, ma adesso voglio osservare prima che cosa potrebbe accadere nelle prossime due settimane. So già che una proiezione a lungo termine è suscettibile di variazioni. Le previsioni indicano che dovremmo avere un picco di aria fredda, secondo il centro meteo europeo, mercoledì 24 sulle regioni settentrionali, quando giungerà aria relativamente fredda. In quella circostanza si avrà un sensibile abbassamento delle temperature anche in pianura e decisamente in montagna, dove però la neve non cadrà a quote molto basse, niente a che vedere con quello che avvenne in passato.
Nel mentre rivedremo la neve sulle Alpi, al Sud Italia si andrà al mare, proprio quel dì mercoledì 24 settembre, quando probabilmente appena sotto i 2000 metri ci saranno nevicate sul Nord Italia, mentre in Sicilia e Calabria le temperature potrebbero attestarsi attorno ai 30 °C sul settore ionico, per l’ultima coda della forte ondata di calore che interesserà l’Italia.
Ma nel passato ci sono stati eventi meteo rilevanti. Andiamo un po’ a ritroso nel tempo: periodo 17-21 settembre 1977, un’irruzione artica piuttosto considerevole portò le temperature addirittura sottozero fino a 1000 metri di quota tra le Alpi e l’Appennino settentrionale. Ci furono nevicate e ne parliamo proprio noi, qui al Meteo Giornale, di questo evento. In quella circostanza la precipitazione nevosa fu accompagnata da aria molto fredda in quota, a 500 hPa si toccarono addirittura -30 °C.
Il 19 settembre si registrarono temperature estremamente basse in montagna: -9 °C sul Plateau Rosa, -4 °C sulla Paganella, -5 °C sul Monte Cimone. A Bolzano la temperatura crollò a 2 °C, 3 °C ad Aviano e Ferrara, 4 °C a Treviso e Piacenza, 5 °C a Venezia. Effettivamente sono valori che oggi forse appaiono fantascientifici. Però, in quell’evento meteo si ebbero nevicate sia sulle Alpi che sull’Appennino settentrionale: fu un episodio davvero ragguardevole che non si è più ripetuto a quote così basse e soprattutto seguito da gelate sui rilievi così importanti per settembre.
Altri eventi di neve si ebbero il 5 settembre 2007 con spruzzate precoci fino all’Appennino, il Gran Sasso apparve imbiancato, si ebbero episodi di freddo precoce sulle Alpi.
L’11 settembre 2013 prima neve sulle Dolomiti e nel Tarvisiano a 1500 metri di quota.
20-21 settembre 2017, neve su Alpi e Appennino settentrionale.
25-26 settembre 2020, prima neve della stagione sulle Dolomiti e sulle Alpi orientali, fiocchi fino a 1500 m e paesaggi imbiancati.
12-13 settembre 2024, appena ieri, episodio significativo e diffuso sulle Dolomiti con circa 20 cm di neve a Colfosco: a 1600 m caddero 20 cm, a 2000 m addirittura 30-40 cm. Il limite neve scese a 1300-1500 metri. In quell’evento giunse aria da nord-est, dalla Siberia, ma fu davvero anomalo perché in quei giorni nella Siberia settentrionale si registravano temperature elevatissime.
E allora direte: ma come mai, se l’aria giungeva dalla Siberia, da noi arrivò fredda e là era calda? Ebbene, c’è da considerare che il freddo non dipende solo dalle temperature al suolo dal punto di origine: vanno osservati anche i valori in quota e altri fattori che determinano un crollo termico, anche quando molto a nord non fa particolarmente freddo.
Ad esempio possiamo avere ondate di gelo e nevicate provenienti dalle regioni del Polo Nord, dall’Artico imponenti. Ricorderei la bufera di neve che si ebbe alla fine di novembre 2024 su mezza Europa: eppure proveniva dal nord Europa e fu l’unica nevicata di quell’inverno che raggiunse persino, con qualche fiocco, Milano. Un evento precoce, ma le nevicate di novembre sono tutt’altra cosa rispetto a quelle di settembre.
Settembre, comunque, può vedere eventi nevosi. Direi sempre oltre 40 anni fa ci fu un’irruzione molto fredda che portò persino la neve sulla cima del Gennargentu in Sardegna, ed era appena fine settembre, il 30 esattamente.
Insomma, settembre è un mese di transizione, ma può avere sfuriate molto calde e, con i cambiamenti climatici, attenzione: ottobre non vuol più dire autunno ormai, ma un mese di passaggio. E quindi considerate anche questo: il prossimo mese potrebbe riservarci eclatanti novità, sia di caldo che di freddo. L’inverno 2024-25 potrebbe portare le maggiori nevicate del decennio, secondo alcuni esperti che prevedono un ritorno importante della neve anche a bassa quota.



