Gli scenari meteo oramai convergono tutti su una cosa. La Niña è ormai in procinto di affermarsi nello scenario atmosferico globale. È un importante novità. Poiché, secondo gli esperti, inizierà a condizionare parecchio il tempo già dal prossimo autunno.
Cosa succede
Le analisi più recenti della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) indicano infatti che nei prossimi mesi prenderà forma un episodio di Niña, non particolarmente forte, ma comunque presente. Dopo un’intensa fase di El Niño, che ha contribuito a rendere il 2024 l’anno più caldo mai registrato nella storia delle osservazioni, si sta aprendo la fase opposta.
Facciamo un approfondimento
El Niño e La Niña costituiscono due facce dello stesso meccanismo climatico, noto come ENSO (El Niño-Southern Oscillation), che nasce dall’interazione tra oceano e atmosfera. Quando le acque del Pacifico si scaldano o si raffreddano in modo anomalo, ci sono fortissimi cambiamenti a livello globale. Non si tratta quindi di un fenomeno limitato al Pacifico, bensì di un processo con ripercussioni in quasi ogni continente. Ovviamente anche in Europa. Che cosa succederà nel nostro Paese? Scopriamo insieme in questo articolo.
Cosa potrebbe succedere a livello mondiale
Le conseguenze della Nina sono state ampiamente studiate nel corso dei decenni. La letteratura scientifica è piena di Paper utili. Generalmente, il Sud-Est asiatico sperimenta precipitazioni molto più abbondanti del consueto. Con gravi monsoni. Anche in Brasile, Australia e in alcune zone dell’Africa si osservano piogge sopra la media. Per tutto contro, vaste aree dell’America occidentale, il Golfo del Messico e l’Africa nord-orientale vanno incontro a condizioni di siccità. Talvolta anche estremo.
Ma è il Nord America la regione che mostra la risposta più netta. Oltremodo più studiata. Ad esempio, negli Stati Uniti gli inverni diventano spesso più rigidi e nevosi nelle regioni settentrionali, come Midwest e Nord-Est, dove le ondate di gelo sono più frequenti. Il Sud del paese, invece, tende a vivere stagioni fredde meno severe, con temperature più alte e scarse precipitazioni. Come vedete, sono tante ripercussioni dalla parte opposta del mondo.
Cosa aspettarci nei prossimi mesi
In Europa gli effetti non sono diretti come in America o Asia. È vero che le conseguenze risultano di minore intensità. Ma è pur vero che ci sono. Quali? La modifica delle correnti a getto può determinare un aumento della variabilità atmosferica.
A titolo di esempio, in linea generale possiamo esporre inverni più instabili e talvolta più freddi, soprattutto nell’Europa centrale, settentrionale e nell’area mediterranea. Alcune ricerche hanno dimostrato che La Niña aumenta la probabilità di irruzioni di aria artica verso sud, amplificando gli episodi di gelo e i periodi di maltempo.
L’autunno in Italia
Per l’Italia, ciò significa mediamente un rischio un poco più alto di fenomeni estremi già dall’autunno. Possiamo citare cicloni mediterranei, nubifragi e persino alluvioni lampo. Le proiezioni meteo che vi alleghiamo confermano infatti un surplus di piogge sull’area mediterranea.
Un chiaro segnale che nei prossimi mesi il nostro Paese potrebbe dover fronteggiare numerose ondate di maltempo e precipitazioni sopra la media stagionale. Ma ovviamente ciò non vuol dire che farà freddo. È possibile altresì che la stagione autunnale sia mite e molto piovosa almeno per le regioni settentrionali. Ci aggiorneremo nei prossimi periodi.

