
(METEOGIORNALE.IT) Grazie al divieto di sostanze dannose come i CFC, lo strato di ozono nella stratosfera sta gradualmente tornando ai livelli originari, riducendo il rischio dei pericolosi raggi ultravioletti (UV) e proteggendo così la salute umana e gli ecosistemi.
Ma gli scienziati oggi ci avvertono: questo recupero, pur positivo, porterà con sé anche un effetto inatteso. Secondo uno studio pubblicato nel 2025 su Atmospheric Chemistry and Physics, l’ozono diventerà entro il 2050 la seconda causa principale di riscaldamento globale, subito dopo l’anidride carbonica.
Perché l’ozono scalda l’atmosfera
L’ozono è un gas serra: oltre a bloccare i raggi UV, trattiene anche parte della radiazione infrarossa, intrappolando calore nell’atmosfera. Gli esperti stimano che il suo contributo al riscaldamento climatico (forzante radiativo) passerà da circa 0,19 W/m² nel 2015 a 0,28 W/m² nel 2050, un aumento di quasi il 40%.
Il fenomeno ha due origini principali:
- recupero dell’ozono stratosferico, dovuto al bando dei CFC;
- aumento dell’ozono troposferico, legato all’inquinamento da metano, ossidi di azoto e composti organici volatili.
In altre parole, l’ozono tornerà sì a proteggerci dagli UV, ma allo stesso tempo contribuirà a trattenere più calore nell’atmosfera.

Conseguenze per il clima e la salute
Questo cambiamento significa che il clima globale sarà influenzato in misura crescente dall’ozono. In Europa e in Italia, ad esempio, potrebbero aumentare i periodi di caldo anomalo, mentre le aree urbane continueranno a soffrire di notti tropicali dovute all’inquinamento.
Le politiche climatiche dovranno quindi integrare due obiettivi fondamentali: proteggere la salute dai raggi UV e ridurre la formazione di ozono troposferico. Tagliare le emissioni inquinanti, infatti, limiterà almeno in parte la crescita dell’ozono vicino al suolo. Tuttavia, il recupero stratosferico resterà una componente inevitabile.
Una nuova sfida globale
Gli studiosi sottolineano che, sebbene il ritorno dell’ozono sia stato un successo per l’umanità, il suo effetto serra renderà ancora più complessa la lotta al riscaldamento globale. La sua crescita, stimata più alta del previsto, finirà per ridurre i benefici climatici ottenuti dal bando dei CFC.
In sintesi, l’ozono continuerà a essere nostro alleato contro i raggi ultravioletti, ma diventerà allo stesso tempo un nuovo attore del cambiamento climatico, destinato ad accompagnarci come sfida cruciale fino a metà secolo. (METEOGIORNALE.IT)



