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Home A La notizia del giorno

Il recupero dell’Ozono non è una buona notizia: una vittoria che pesa sul riscaldamento globale

Perché l’ozono contribuisce al riscaldamento globale

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
15 Set 2025 - 11:00
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Cambiamento climatico, Meteo News
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Negli ultimi decenni il mondo ha assistito a un fenomeno considerato una vittoria storica della cooperazione internazionale: la chiusura del buco dell’ozono.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Grazie al divieto di sostanze dannose come i CFC, lo strato di ozono nella stratosfera sta gradualmente tornando ai livelli originari, riducendo il rischio dei pericolosi raggi ultravioletti (UV) e proteggendo così la salute umana e gli ecosistemi.

 

Ma gli scienziati oggi ci avvertono: questo recupero, pur positivo, porterà con sé anche un effetto inatteso. Secondo uno studio pubblicato nel 2025 su Atmospheric Chemistry and Physics, l’ozono diventerà entro il 2050 la seconda causa principale di riscaldamento globale, subito dopo l’anidride carbonica.

 

Perché l’ozono scalda l’atmosfera

L’ozono è un gas serra: oltre a bloccare i raggi UV, trattiene anche parte della radiazione infrarossa, intrappolando calore nell’atmosfera. Gli esperti stimano che il suo contributo al riscaldamento climatico (forzante radiativo) passerà da circa 0,19 W/m² nel 2015 a 0,28 W/m² nel 2050, un aumento di quasi il 40%.

 

Il fenomeno ha due origini principali:

  • recupero dell’ozono stratosferico, dovuto al bando dei CFC;
  • aumento dell’ozono troposferico, legato all’inquinamento da metano, ossidi di azoto e composti organici volatili.

 

In altre parole, l’ozono tornerà sì a proteggerci dagli UV, ma allo stesso tempo contribuirà a trattenere più calore nell’atmosfera.

 

Ozono comparazione 1984-2024

Conseguenze per il clima e la salute

Questo cambiamento significa che il clima globale sarà influenzato in misura crescente dall’ozono. In Europa e in Italia, ad esempio, potrebbero aumentare i periodi di caldo anomalo, mentre le aree urbane continueranno a soffrire di notti tropicali dovute all’inquinamento.

 

Le politiche climatiche dovranno quindi integrare due obiettivi fondamentali: proteggere la salute dai raggi UV e ridurre la formazione di ozono troposferico. Tagliare le emissioni inquinanti, infatti, limiterà almeno in parte la crescita dell’ozono vicino al suolo. Tuttavia, il recupero stratosferico resterà una componente inevitabile.

 

Una nuova sfida globale

Gli studiosi sottolineano che, sebbene il ritorno dell’ozono sia stato un successo per l’umanità, il suo effetto serra renderà ancora più complessa la lotta al riscaldamento globale. La sua crescita, stimata più alta del previsto, finirà per ridurre i benefici climatici ottenuti dal bando dei CFC.

 

In sintesi, l’ozono continuerà a essere nostro alleato contro i raggi ultravioletti, ma diventerà allo stesso tempo un nuovo attore del cambiamento climatico, destinato ad accompagnarci come sfida cruciale fino a metà secolo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aumento delle temperaturebuco dell'ozonoriscaldamento globale
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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