(METEOGIORNALE.IT) Avremo una riduzione sensibile della temperatura sulle regioni settentrionali italiane, un calo termico che comunque, dopo l’aumento di calore che interessa le regioni centro-meridionali, si verificherà nel corso del fine settimana.
Ma poi tutto cambierà di nuovo, anche perché durante la settimana prossima prenderà strada l’alta pressione africana che, con grande impeto, attualmente sta interessando l’estremo meridione della Spagna, dove si sono già registrati 45 °C e picchi, nella giornata di ieri, di 46 °C. Questo sottolinea quanto l’anticiclone africano sia potente e come ancora possa determinare onde di calore estremo.
Evidenzio che non avremo un crollo termico persistente come quello che si è verificato a luglio e che addirittura le regioni centro-meridionali italiane conosceranno sì un calo termico, ma poi subito una ripresa dei valori. Questo significa che il mare non si raffredderà e che quindi alimenterà, insieme alle terre emerse e soprattutto all’aria calda in arrivo dall’Africa, le nuove ondate di calore, rendendo più facile l’impennata dei termometri, che vista l’estensione a settembre della stagione estiva potrebbe verificarsi anche nel prossimo mese con valori forse a rischio di record.
Vorrei ricordare che i record storici di temperatura nelle regioni meridionali in molte località risalgono addirittura al 1946; ci fu poi un’altra ondata di calore nel 1949. Tuttavia, devo dire che il mese di settembre ha mostrato in passato episodi di caldo intenso, ma non con particolari record.
Eppure direte che il cambiamento climatico e il global warming stanno facendo salire le temperature. Dobbiamo però ricordare che il tempo atmosferico ha correlazioni con il cambiamento climatico, ma non segue pedissequamente la linea da esso dettata, bensì le varie fluttuazioni atmosferiche. In questo contesto è chiaro che, se globalmente abbiamo temperature più elevate, le prossime ondate di calore potrebbero risultare più marcate. Lo ha dimostrato anche questa stagione estiva, sia nel 2025 sia negli anni scorsi, con ondate di calore capaci di raggiungere valori record. Questi record, però, li osserviamo soprattutto a livello planetario: per fortuna non si verificano ad ogni episodio di caldo, altrimenti sarebbe drammatico.
Quindi, i modelli matematici, sia quello americano sia quello europeo, sarebbero propensi a confermare la possibilità che l’alta pressione africana si espanda verso nord, dato che le correnti oceaniche non sprofonderanno stavolta verso sud, ma toccheranno soprattutto le regioni settentrionali italiane.
Questo sta per accadere con un forte peggioramento, ma subito dopo, conclusa la fase di instabilità atmosferica lasciata dalla perturbazione, avremo una nuova espansione dell’anticiclone, probabile preludio a una fase di alta pressione africana.
Ricordo che l’anticiclone africano è una struttura particolare e insolita, perché si manifesta alle quote medio-alte: la pressione atmosferica è elevata non al suolo ma in quota, generando uno schiacciamento dell’atmosfera verso il basso, con conseguente compressione e riscaldamento dell’aria. Questo porta a registrare, anche alle nostre latitudini temperate, valori simili a quelli del deserto del Sahara o dell’entroterra nordafricano.
Il discorso è complesso, pertanto conviene soffermarci sull’evoluzione meteo: la nuova fase di caldo che dovrebbe realizzarsi investirà soprattutto le regioni centrali e meridionali italiane, la Sardegna e la Sicilia, con temperature molto elevate e ben superiori alla media. Le stime indicano picchi probabili di 38 °C a Roma e a Napoli. Non si tratta di valori inediti per agosto né per i primissimi giorni di settembre, ma se questa ondata si protraesse o si intensificasse, si tratterebbe di temperature ai limiti dei record storici per queste città.
Questa nuova ondata sembrerebbe non espandersi verso il Nord Italia, almeno in base alle attuali proiezioni, perché lì transiterebbero flussi di aria instabile capaci di innescare ripetute fasi temporalesche, non quotidiane ma alternate a periodi di bel tempo e valori estivi paragonabili alle medie di luglio. Tuttavia, saremo già a fine agosto, quando le medie climatiche soprattutto al Nord iniziano a scendere sensibilmente. Quindi, temperature sopra la media sono previste anche dopo il cambiamento del tempo che si sta già realizzando.
Vi avevo parlato di una “seconda estate”: in effetti, come potremmo definirla diversamente? Addirittura più intensa di quanto avessi immaginato, purtroppo. Sì, perché l’alta pressione africana sembra essere ancora una volta protagonista, e questa volta molto aggressiva. Staremo a vedere se eventi simili si ripeteranno anche a settembre; per ora non possiamo fare previsioni così a lungo termine.
Vi lascio con le stime di temperatura previste fino al 2 settembre 2025. Si tratta di elaborazioni meteo da aggiornare con i prossimi calcoli, ma che danno un’idea del potenziale di calore che potrebbe sprigionarsi dalla nuova ondata. Su qualche località, credo che si sia un po’ esagerato con i picchi massimi: ad esempio, Benevento con 45 °C appare un valore estremo. Su altre città, invece, i dati rientrano nei limiti delle possibilità. Staremo a vedere: sono sempre e soltanto previsioni meteo, e in questo caso anche a lungo termine.
Secondo le ultime elaborazioni dei modelli previsionali, i capoluoghi di provincia saranno interessati da temperature che in molti casi supereranno abbondantemente i 40 °C, con il Mezzogiorno in particolare sotto assedio.
Il picco più impressionante si registrerà a Benevento, dove i termometri toccheranno i 45 °C, un valore tra i più alti mai misurati in città (troppo eccessivo, forse un valore da non considerare). Subito dietro si collocano Catania, Avellino e Caserta, che arriveranno a 42 °C, mentre Foggia e Salerno toccheranno i 41 °C. Valori concretizzabili.
Nella fascia dei 40 °C rientrano località come Matera, Terni, Frosinone, Caltanissetta, Catanzaro e Isernia, mentre poco sotto, con punte di 39 °C, troviamo Potenza, Taranto, Cosenza e Olbia. Caldo molto intenso anche in centri come Palermo, Rieti, Barletta, Roma e Napoli, con valori attorno ai 38 °C.
Le città di Campobasso, Agrigento, Andria, Bari, Lecce, Ragusa e Trani affronteranno massime fino a 37 °C, mentre un grado in meno, intorno ai 36 °C, si registrerà a Enna, Latina, Vibo Valentia, L’Aquila, Messina, Ascoli Piceno, Trapani, Arezzo, Sanluri, Siracusa e Teramo.
Il quadro resta rovente anche per Viterbo, Chieti, Reggio di Calabria, Perugia, Tortolì e Ravenna, dove si toccheranno i 35 °C. Caldo intenso, ma leggermente più contenuto, nelle aree costiere tirreniche come Cagliari, Oristano, Ancona, Brindisi, Forlì, Nuoro, Rimini, Crotone, Pesaro, Villacidro, Grosseto e Cesena, con massime sui 34 °C.
Attorno ai 33 °C oscilleranno città come Firenze, Iglesias, Macerata, Carbonia, Modena, Sassari, Bologna, Siena, Pescara, Prato e Tempio Pausania, mentre Ferrara, Reggio nell’Emilia, Urbino, Lanusei, Lucca, Mantova e Pistoia resteranno sui 32 °C.
Valori leggermente più bassi, ma comunque elevati, interesseranno Fermo, Rovigo, Parma, Verbania, Imperia e Pisa, con punte di 31 °C. La soglia dei 30 °C sarà invece raggiunta da Trieste, Asti, Savona, Padova, Torino, Gorizia, Pordenone, Alessandria, Verona, Treviso e Vercelli.
Il Nord-Ovest e le aree alpine si distingueranno per condizioni relativamente più fresche: Livorno, Udine, Milano, Cremona, Massa, Pavia, Venezia, Novara, Carrara, Piacenza, Aosta, Monza, Bolzano, La Spezia e Varese non andranno oltre i 29 °C. Vicenza, Como, Genova, Lodi, Trento e Brescia resteranno sui 28 °C, mentre un gradino sotto, con massime di 27 °C, troviamo Sondrio, Biella, Cuneo, Lecco e Bergamo. L’area più fresca sarà infine quella di Belluno, che si fermerà a 26 °C.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, (METEOGIORNALE.IT)

