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      Home » Caldo africano, si inizia. Novità sul fresco dopo Ferragosto
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      Caldo africano, si inizia. Novità sul fresco dopo Ferragosto

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 08/08/2025
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      10 Min Lettura
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      Un’intensa ondata di calore di origine africana sta per investire massicciamente l’Italia, alimentata da un potente anticiclone in quota che comprimerà e surriscalderà ulteriormente l’aria rovente proveniente dal Nord Africa. Dopo una fase iniziale di caldo torrido, l’umidità aumenterà, rendendo il clima afoso con temporali di calore di forte intensità, soprattutto dopo Ferragosto. I modelli previsionali indicano temperature ben oltre la media fino almeno al 23 agosto, con un picco attorno al 14-15, seguite da un lieve calo ma con percezione termica molto elevata. Questo evento si inserisce in un contesto di cambiamento climatico ormai evidente, con valori medi estivi sempre più alti rispetto al passato.

       

      In questi giorni, la notizia meteo che fa da scena su buona parte dei quotidiani è l’arrivo del grande caldo in Italia.
      Non quello estivo, perché effettivamente quello – se vogliamo – è già in atto… bensì quello di origine africana.
      Ovvero, derivante da quello che viene chiamato anticiclone africano.

       

      Sul termine anticiclone africano, non è la prima volta che ho delle remore a chiamarlo tale.
      Al suolo, infatti, abbiamo delle pressioni atmosferiche che diventano prossime alla media… se non addirittura – in alcune circostanze – appena sotto. Quindi, non abbiamo una tradizionale alta pressione.

       

      Questo perché l’aria calda è molto pesante, e quindi la pressione atmosferica non può essere altro che bassa. Fossimo interessati dall’alta pressione delle Azzorre, averemmo avuto valori di pressione elevati: l’aria è molto meno calda, e quindi più leggera. In quota i geopotenziali sono inferiori. Insomma, questa è una breve spiegazione che deriva da una legge della fisica dell’atmosfera.

      Tuttavia, dire che non esiste l’anticiclone africano è un errore: in quota, infatti, abbiamo pressioni atmosferiche molto elevate, con quello che viene chiamato altezza del geopotenziale.

      Un geopotenziale molto elevato vuol dire alta pressione.
      E alta pressione vuol dire… anticiclone – in questo caso – in quota. Quello di cui si parla è un anticiclone in quota che ha matrice africana, quindi è un anticiclone africano. Comunque, se vogliamo chiamarlo solo anticiclone va benissimo.

       

      Con un anticiclone molto potente in quota, abbiamo una compressione dell’aria nei bassi strati dell’atmosfera, che si somma all’aria calda in arrivo dal Nord Africa.
      E questo… intensifica l’intensità dell’ondata di caldo: che non solo è di origine africana, ma viene addirittura compressa e surriscaldata dall’alta pressione in quota.

       

      Con questa serie di precisazioni so bene che rischio di creare confusione… ma, in realtà, il grande caldo africano che giunge in Italia e in Europa subisce proprio questa dinamica.

      Aria molto calda che viene dall’Africa… passa sul Mediterraneo, dove comunque perde parte del suo calore…
      Ma poi, trovando in quota valori elevati, torna a surriscaldarsi.

      Questo succede soprattutto sulle terre emerse – e nelle zone lontane dal mare – dove le temperature salgono sensibilmente.
      Ed ecco che l’ondata di calore prende vigore… in tutta la sua intensità.

      Una condizione meteo estremamente nota a tutti… e che si presenta, soprattutto, nelle situazioni come quella che stiamo cominciando a vivere.

       

      Pertanto, avremo una lunga ondata di calore. I modelli matematici di previsione – a partire dal Centro Meteo Europeo, poi quello americano, e non solo – prospettano ad oggi questo evento atmosferico come piuttosto duraturo… con alcune sfaccettature e delle novità non poco rilevanti.

       

      Rispetto alle proiezioni viste nelle giornate precedenti, le proiezioni sono peggiorate per la durata del caldo. Inoltre, si è aggiunta una previsione che prima non appariva così impattante che è quella di una calura che tende a essere addirittura tropicale. Ovvero, con alti tassi di umidità.
      E questa volta… con tutte quelle caratteristiche che ne sono tipichetemporali di calore: i . Ed il rischio è che i fenomeno associati a questi temporali possano assumere eccezionale intensità.

       

      Quindi: il caldo diventerà gradualmente umido, passando da torrido ad afoso. E questo andrà poi a instabilizzarsi, favorendo lo sviluppo, soprattutto sulle zone interne, di fenomeni che in alcune aree si potranno verificare anche nelle ore notturne: cioè i temporali.

       

      Temporali da calore con tempeste elettriche che potrebbero verificarsi nel dopo Ferragosto su molte aree d’Italia… e probabilmente rinfrescare appena l’aria e solo temporaneamente. Reimettendo però umidità in atmosfera e attivando il rapido ciclo dell’acqua: dal rovescio di pioggia l’acqua cade al suolo e poi col calore tende di nuovo a evaporare tornando in atmosfera come vapore acqueo… e contribuendo a mantenere condizioni di caldo afoso.

       

      Penso che nel dopo Ferragosto, in tanti invocheremo davvero il refrigerio… perché il caldo umido sarà sempre meno sopportabile, piuttosto pesante da vivere, in specie all’esterno.

      La situazione di caldo umido, con temperature molto elevate, limita il piacere di stare all’aria aperta.
      Ed è quello che succederà gradualmente durante questo evento di grande calura, specie dopo Ferragosto.

       

      Grande calura che arriva dopo un periodo con temperature addirittura sotto la media di riferimento, quella 1990-2020.

      Una media climatica costruita su circa 20 stagioni estive degli anni Duemila, che hanno visto prevalentemente temperature molto elevate, sempre più alte, e decisamente superiori a quelle del decennio precedente che prendevamo in considerazione.

       

      In poche parole: quando vedete delle cartine che mostrano temperature sotto la media… quelle, in realtà, sono le temperature che avevamo nei due decenni precedenti. Stiamo vivendo il cambiamento climatico. Questa non è una fluttuazione del clima perché è tutto il Pianeta a subire un aumento dei valori di temperatura.
      Un qualcosa che, purtroppo, a molte persone non piace sentirsi dire… e francamente non comprendo il motivo.

      Il fatto che faccia più caldo rispetto al passato è ben più di una percezione: è dimostrato da numeri.

       

      Sicuramente ci stiamo abituando al nuovo clima. E quindi, quando abbiamo una situazione con temperature nella media, abbiamo la percezione di avere temperature normali. La percezione termica è qualcosa che alcuni definiscono non corretta.
      E soprattutto in Italia, si tende un po’ a tirare l’acqua al proprio mulino… anche con teorie strampalate, e chissà per quali ragioni.

       

      Eppure, la percezione termica è una condizione atmosferica utilizzata in tutto il mondo. Ne sono particolarmente ricche le previsioni meteo diffuse negli Stati Uniti d’America, in Canada, in  Sudamerica, in Brasile, in Argentina, ma anche in Spagna e in Francia.

      La percezione termica è importantissima: perché, se ci sono 35 °C ma il tasso di umidità è molto elevato, possiamo avere una percezione termica anche di 40 °C.

      Bisogna però essere consapevoli che non è la temperatura reale… e non confonderla nelle previsioni meteo, né indurre il lettore a farlo.

      Perché la percezione termica fa parte di un mix di temperatura e umidità.

       

      Vediamo di parlare di refrigerio.

      Al momento – rispetto alla giornata di ieri – i modelli matematici lo hanno pressoché cancellato.

      In sostanza, non ci sarà… perlomeno sino al 23 agosto.
      Una pessima notizia.

      C’è da dire, comunque, che l’apice dell’ondata di calore si verificherà a cavallo del Ferragosto.

      Successivamente, ci saranno temperature fortemente superiori alla media, ma non eccezionalmente elevate come quelle che si potrebbero verificare prima.

       

      Il modello matematico GFS, ovvero quello americano, prospetta temperature veramente altissime a cavallo del Ferragosto: tutta una settimana pesantissima, con un picco termico attorno al 14-15 agosto. Ciò alla pari di ECMWF.

      Poi, viene tracciata una graduale diminuzione della temperatura… con il rischio di situazioni temporalesche in un contesto, però, di temperature ancora alte.

      Quindi, ad un calo della temperatura seguirebbe un aumento dell’umidità.

      Insomma… non cambierebbe molto: il caldo diventerebbe più afoso e la percezione termica simile al periodo precedente. Questa è la situazione meteo prevista al momento secondo i modelli matematici che ho provato ad evidenziare scrivendo – spero – nel modo più chiaro ed esaustivo possibile.

       

      Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE.

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      TAG:caldo africanocaldo tropicaleondata di caloretempeste elettrichetemporali tropocali
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