
(METEOGIORNALE.IT) Cari lettori, quanti di voi stanno amando questo clima? Dopo aver vissuto tre settimane dal meteo assolutamente folle, eccoci finalmente in un momento dove possiamo parlare di bella stagione. Questa era quella che un tempo veniva chiamata così! Non l’inferno di caldo delle ultime tre settimane.
Normalità?
Ma sarebbe fuorviante parlare di “normalità” nel contesto attuale. Ciò che una volta definivamo tipico per questa stagione, oggi rappresenta un’eccezione. La vera regolarità climatica degli ultimi decenni estivi è ormai quella dominata dal promontorio di matrice subtropicale continentale. Della storica Alta Pressione delle Azzorre, simbolo di stabilità temperata, si sono perse le tracce ormai da tempo, forse da metà anni 90.
Ecco perché il refrigerio di questi giorni, pur sembrando un ritorno al passato, è in realtà un’interruzione fugace in una lunga sequenza di caldo afoso e persistente. Potremmo dire, parafrasando, che queste giornate non sono “normali”, o meglio lo erano un tempo. Ora sono fredde e le percepiamo tali. La cosiddetta normalità tornerà presto a imporsi: temperature in netto rialzo e clima opprimente si riaffacceranno in tutta la loro intensità.
I soliti commenti poco scientifici
Naturalmente, ogni volta che si affrontano questi temi legati al cambiamento climatico, non mancano i commenti di chi sceglie di ignorare l’evidenza scientifica, affidandosi a narrazioni personali o percezioni distorte. È vero, non possiamo intervenire sui singoli casi di negazionismo, spesso legati a una forma di distorsione cognitiva. Ma è tempo perso e i dati parlano assolutamente chiaro.
Dal periodo preindustriale ad oggi, la temperatura media globale è aumentata di circa +1,3°C, un dato che sta rivoluzionando gli equilibri meteo e climatici su scala planetaria. Una delle aree più vulnerabili e colpite da questi cambiamenti è il bacino del Mar Mediterraneo, diventato ormai un hot-spot climatico.
Cosa sta accadendo ultimamente
Durante l’Estate, le tradizionali correnti miti e atlantiche che una volta raggiungevano l’Europa meridionale, oggi non riescono più a spingersi verso est. Il fronte polare che si origina dal Canada si arresta ai confini occidentali del continente europeo e spesso devia verso sud, tra la Penisola Iberica e l’area delle Azzorre.
Questo blocco favorisce la risalita del caldo dal continente africano, alimentato da una cella di Hadley più ampia rispetto al passato. La conseguenza è l’espansione sistematica e aggressiva del promontorio subtropicale verso l’Europa centro-meridionale, compresa l’Italia. In altre parole, il Mediterraneo si sta trasformando in una vera e propria enclave del clima subtropicale, dominato da temperature elevate, ondate di calore e una presenza costante dell’Anticiclone Africano.
Un approfondimento tecnico ma utile
Tutto questo ci porta a guardare con attenzione a quanto accadrà nei prossimi giorni. Dopo questa breve parentesi meteo più gradevole, del clima “vecchio stile”, ci attende un nuovo aumento termico. I principali modelli meteorologici di riferimento, l’ECMWF e il GFS, confermano l’evoluzione in atto: la struttura barica EA+, tipica configurazione dell’Atlantico settentrionale, si riposizionerà con precisione sulla sinottica euro-atlantica.
In particolare, si prevede la formazione di un vortice ciclonico sul vicino Atlantico, con minimi depressionari localizzati sulle Isole Britanniche e una coda che si estenderà fino alle Azzorre. In risposta, il promontorio subtropicale africano si rafforzerà e tenderà a muoversi verso nord-est, avvolgendo nuovamente l’Italia e in particolare il Mediterraneo occidentale e parzialmente quello centrale.
Per chi non ha capito le ultime parole…
…gliee spieghiamo subito. Questa dinamica porterà un ritorno del caldo intenso, a cominciare dal weekend e in particolare da Lunedì 14, che potrebbe toccare picchi anche superiori ai 35-38°C in molte aree del Sud Italia, delle Isole Maggiori e localmente anche nel Centro Italia. Il Nord Italia vivrà una situazione più variabile, ma anche qui si prevedono temperature in rialzo e un aumento dell’umidità, che acuirà la sensazione di afa. Massime sui 30-33, ma più afosi, per l’appunto.
La pressione in aumento e l’espansione dell’Anticiclone Africano potrebbero inoltre bloccare la circolazione atmosferica, impedendo l’ingresso di perturbazioni e favorendo così condizioni meteo statiche e potenzialmente pericolose per la salute e l’ambiente. In questi contesti, oltre al disagio fisico, aumenta anche il rischio di incendi e di siccità prolungata, specialmente nelle regioni meridionali e insulari.
Qualche nota tecnica
Il pattern EA+, che prevede una disposizione a dipolo tra l’Europa occidentale e l’Atlantico, è uno dei principali responsabili del pattern europeo che tende a privilegiare l’innalzamento dell’Alta Pressione africana verso il continente.
La sua ciclicità si è intensificata negli ultimi anni, confermando l’instaurarsi di un nuovo equilibrio climatico, dove le estati fresche e dinamiche del passato lasciano spazio a stagioni dominate dalla stabilità opprimente e da lunghi periodi di caldo estremo.
Una stagione che non c’è più…
È ormai evidente che stiamo vivendo un’Estate diversa rispetto a quelle che ricordavamo fino a qualche decennio fa. I flussi meteo di tipo atlantico, una volta garanzia di respiro e variabilità, non riescono più a farsi strada in maniera regolare. Al loro posto, l’Anticiclone Africano si espande con forza, sostenuto da una struttura termica e dinamica sempre più radicata.
In questo contesto, persino un lieve abbassamento delle temperature, come quello di questi giorni, ci appare come una pausa eccezionale, tanto gradita quanto insperata, fino a fine Giugno… Ma la parentesi è destinata a chiudersi presto, e già dalla prossima settimana il caldo tosto tornerà a farsi sentire. Oramai il meteo estivo è così: lunghissime fasi bollenti e brevi fasi fredde. (METEOGIORNALE.IT)
