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Nevica sulle Alpi in Luglio: fine del Riscaldamento Globale. Errore meteo

La più classica delle frasi, piena di sciocchezze: andiamo a scoprire come si può (facilmente) confutare

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
10 Lug 2025 - 11:50
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Oggi non parliamo di meteo, ma di reazioni della popolazione e di cultura meteorologica. Ogni volta che una perturbazione atlantica ben strutturata riesce a superare l’Arco Alpino durante l’Estate, portando con sé un deciso calo delle temperature e la neve sopra i 2500-3000 metri, puntuali tornano anche i commenti ironici.

 

La scena si ripete sempre uguale: una spruzzata di neve sulle vette, qualche scatto virale da alcune località sciistiche, e subito fioriscono post e commenti sui social in cui si mette in dubbio l’esistenza del riscaldamento globale.

 

Un fronte freddo ha attraversato l’Italia settentrionale, ha valicato le Alpi, ed è riuscito a portare la neve sulle cime, come a volte accade anche in pieno Luglio o Agosto, se le condizioni lo permettono. Ma ogni volta, c’è chi torna a usare questi episodi meteo come se fossero prove a sostegno della tesi che il clima del pianeta non stia cambiando. Una conclusione che, scientificamente parlando, è completamente priva di fondamento. E anche pericolosa.

 

Confusione tra tempo e clima

Nevica a Luglio, quindi il riscaldamento globale è una bufala. E’ una frase stolta, che non ha senso né scientifico né logico. Di fatti, così dicendo, non distinguiamo il netto contrasto tra meteo e clima, e nel confondere il locale con il globale.

 

Il tempo meteorologico riguarda ciò che succede in un determinato momento e in un’area ristretta. Una nevicata estiva sulle Alpi è un esempio perfetto di evento locale e transitorio, freddo e intenso quanto volete, ma LOCALE. Al contrario, il clima è definito come la media di dati meteorologici osservati su lunghi periodi di tempo, generalmente non inferiori ai trent’anni, e riguarda l’intero pianeta o comunque vaste regioni geografiche, milioni di kmq,

 

Quando si parla di cambiamenti climatici, si fa riferimento a tendenze globali osservate nel corso di decenni, come il costante aumento delle temperature medie terrestri. Questa crescita termica è supportata da milioni di dati raccolti da satelliti, stazioni meteorologiche, boe oceaniche, ed è INCONFUTABILE per la Comunità Scientifica internazionale.

 

Anche l’Anticiclone può spostarsi ogni tanto…

Il fatto che in piena Estate, durante il dominio dell’Alta Pressione africana, possano verificarsi irruzioni di aria fredda provenienti dal nord Europa, è una componente normale della dinamica atmosferica estiva. In alcuni casi, come accaduto di recente, tali irruzioni possono accompagnarsi a precipitazioni nevose oltre certe quote, diciamo dai 2500 metri in su.

 

Ma attenzione: questi eventi NON costituiscono affatto un’indicazione dell’andamento climatico globale. Infatti, la presenza di neve sulle Alpi in Luglio non rappresenta certo una novità assoluta. Questi fenomeni sono sempre esistiti e continueranno ad esistere. Ma ciò che preoccupa i climatologi è che, sebbene si registrino ancora eventi isolati di freddo intenso o neve estiva, il trend generale evidenzia un chiaro aumento delle temperature, fusione accelerata e ritiro dei ghiacciai alpini.

 

Ribadiamo il concetto

Non è semplice riconoscerlo e molto non lo sanno ma ci sono due figure ben distinte in campo meteo. Il meteorologo analizza il comportamento dell’atmosfera in tempi brevi: ore, 3-4 giorni al massimo. Utilizza i modelli previsionali per anticipare fenomeni come temporali, nevicate, piogge o ondate di calore. Il climatologo, invece, studia i cambiamenti su scala pluridecennale, 20-30 anni, e prova a spiegare come e perché il clima sta cambiando. Non sono sinonimi, anche se vanno a braccetto.

 

La nevicata sullo Stelvio di questi giorni è un fatto interessante e degno di nota, ma assolutamente compatibile con un contesto climatico più caldo. Non contraddice in alcun modo l’evidenza del riscaldamento globale. Al contrario, il fatto che eventi così isolati diventino subito virali dimostra quanto ancora ci sia confusione tra la popolazione. Inoltre, il freddo sulle Alpi è in una porzione RIDOTTA del pianeta e non dovunque.

 

Il solito problema etico

Chi nega il cambiamento climatico, spesso non lo fa per ignoranza dei dati, ma per convenienza politica o ideologica, ignorando volutamente ciò che migliaia di studi dimostrano ormai da decenni. Invece di usare il tempo locale per negare il clima, bisognerebbe fare un passo indietro e guardare il quadro completo.

 

In un periodo dove i social network danno parola a tutti, dai più intelligenti ai più ignoranti, bisogna saper filtrare bene le notizie. Soprattutto è necessario evitare quegli articoli e quei personaggi che confutano teorie scientifiche avvalorate da decenni e che invece si nascondono dietro un dito ogni qualvolta c’è una fase meteo un po’ più fredda della norma. (METEOGIORNALE.IT)

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