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Meteo: il clima estivo finirà ben oltre Ferragosto

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
10 Lug 2025 - 14:10
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) In questa settimana di Luglio, si avverte una sensazione diffusa di sollievo dalle alte temperature. Ma la verità, cari lettori, è che questo meteo non è così anomalo. Stiamo bene solamente perché venivamo da un periodo di caldo infernale. Ma volendo vedere non è nulla di eccezionale.

 

Luglio e Agosto: Estate invivibile

Fino a pochi decenni fa Agosto, in particolare nel periodo successivo a Ferragosto, segnasse l’inizio di una fase climatica più temperata e oramai senescente. All’epoca, l’Estate proseguiva sì calda, ma meno opprimente, con giornate soleggiate e un clima che diventava via via più asciutto e gradevole.

 

Chi di voi conosce la Rottura di Ferragosto, un evento ben noto nella climatologia italiana? Si trattava di un cambiamento atmosferico netto, generato dall’ingresso di aria fresca oceanica sul Mar Mediterraneo centrale, che provocava un abbassamento sensibile delle temperature, con piogge sparse e un calo dell’umidità. Questo fenomeno donava una pausa rigenerante dopo le settimane più torride.

 

Ferragosto diventa un incubo tropicale

Negli ultimi due decenni, e in particolare a partire dai primi anni 2000, si è assistito a una trasformazione profonda del clima estivo in Italia. La rottura estiva di Ferragosto, un tempo considerata la normalità, oggi è diventata un’eccezione, e nella maggior parte dei casi non si presenta affatto. Quando si verifica, ha assunto una connotazione completamente differente, più simile a una perturbazione tropicale, con bombe temporalesche assurde e poi di nuovo caldo.

 

Invece di essere accompagnata da un deciso abbassamento delle temperature e da giornate più limpide e asciutte, la nuova rottura di Ferragosto si manifesta con temporali estremi, brevi ma violentissimi, capaci di scaricare quantità d’acqua impressionanti in pochi minuti. Subito dopo, le temperature tornano a salire, e l’afa si ripresenta puntualmente.

 

Questa è la nuova normalità meteorologica dell’Estate italiana, frutto del cambiamento climatico che sta ridefinendo la stagionalità e il comportamento atmosferico anche nel Bacino del Mediterraneo. Le classiche perturbazioni atlantiche sono sempre più rare, mentre il dominio dell’Alta Pressione di origine africana si fa sempre più persistente.

 

Come cambia il tutto?

Il modo in cui interpretiamo il tempo atmosferico è profondamente legato alla nostra esperienza personale e al contesto storico in cui ci siamo formati. Facciamo un mero esempio. Trent’anni fa, un caldo da 32 °C veniva percepito come intenso. Oggi, con frequenti valori di 38-40 °C in Pianura Padana e nel Centro-Sud, gli stessi 32 °C vengono accolti come gradevole.

 

Questo non significa che le temperature siano effettivamente basse, ma che abbiamo ridefinito il nostro standard percettivo. Una settimana a 30-33 °C, un tempo bollente, è oggi vissuta come quasi clemente, mentre quella di 36 °C è ormai vista come la norma, e solo oltre i 40 °C si parla di “allerta”.

 

Tale adattamento è fisiologico: gli organismi viventi, inclusi noi umani, si adeguano al nuovo contesto ambientale. Tuttavia, questo processo non avviene senza conseguenze: il nostro corpo è sottoposto a un carico termico maggiore, e anche se ci abituiamo mentalmente, l’impatto fisico è notevole.

 

Il cambiamento dei regimi pluviometrici: una nuova criticità

Un altro aspetto che evidenzia il cambiamento della stagione estiva in Italia riguarda il regime delle precipitazioni, oggi molto più instabile rispetto al passato. In molte regioni del Nord, in particolare lungo l’arco alpino e nelle zone prealpine, era normale assistere a temporali quotidiani nel tardo pomeriggio o alla sera durante i mesi estivi.

 

Questi fenomeni, seppur brevi, erano fondamentali per ristabilire un equilibrio idrico naturale, ricaricare le falde e mantenere la vegetazione in salute. Oggi, invece, assistiamo a periodi molto lunghi di siccità, alternati a precipitazioni intense e concentrate, spesso sotto forma di eventi estremi e molto violenti. Le piogge, quando arrivano, lo fanno in modo irregolare, con grandinate, colate di fango e allagamenti, anziché con precipitazioni distribuite nel tempo. Piogge non utili a rimpinguare -ad esempio- una siccità.

 

Estate e Anticiclone Africano: un binomio sempre più solido

Nell’ultimo decennio, ogni qualvolta si parla di Estate in Italia, si finisce inevitabilmente per citare l’Anticiclone africano, una figura barica che un tempo era solo saltuariamente protagonista delle nostre estati. Oggi, invece, è diventato il dominus assoluto del tempo atmosferico tra Giugno e Settembre, spesso presente in modo quasi ininterrotto per settimane intere.

 

A differenza del classico Anticiclone delle Azzorre, portatore di stabilità asciutta e cieli limpidi, l’Anticiclone africano è associato a un’atmosfera umida, temperature estreme e assenza di ventilazione, elementi che generano condizioni di disagio fisico in qualunque condizione del cielo, anche biancastro e col sole offuscato.

 

Agosto a rischio: scenari per il mese più caldo

Le attuali proiezioni meteorologiche indicano che il mese di Agosto 2025 potrebbe risultare uno dei più caldi degli ultimi anni, con la possibile ripetizione di ondate di calore ravvicinate, soprattutto nella seconda metà del mese. A differenza del passato, in cui si attendeva una rottura estiva tra il 15 e il 20 Agosto, oggi quel passaggio è diventato incerto e, spesso, assente del tutto.

 

L’anomalia di fondo risiede nella persistenza dell’Anticiclone africano, capace di respingere le intrusioni fresche atlantiche e di alimentarsi con l’energia accumulata nel Mar Mediterraneo, ormai più caldo della media. L’effetto combinato di queste condizioni porta a temperature elevate anche nelle ore notturne, assenza di precipitazioni e un ambiente urbano sempre più ostile.

 

In particolare, tra la fine di Luglio e i primi giorni di Settembre, le città italiane potrebbero sperimentare una prolungata sequenza di giornate torride, interrotte solo da temporali brevi e localizzati, spesso più dannosi che risolutivi. Il rischio concreto è quello di vivere un Ferragosto tropicale, ben lontano da quel simbolo di rinascita stagionale che era in passato. Insomma, ci duole dire che il caldo vero finirà molto più tardi rispetto a un tempo. Sicuramente non potremmo dire addio alla caldazza a metà Agosto, ma con ogni probabilità almeno un mese dopo. (METEOGIORNALE.IT)

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