(METEOGIORNALE.IT) L’estate avanza a suon di folate sub-tropicali, ed il pensiero di molti appassionati comincia già a rivolgersi all’inverno alla ricerca di un po’ di fresco per stemperare queste bollenti giornate. Le prime tendenze meteo a lungo termine, elaborate dai principali centri di calcolo internazionali, iniziano a delineare scenari interessanti per la stagione fredda.
Le simulazioni sono ancora in fase embrionale, ma possiamo già analizzare qualche indice interessante in grado di dirci qualcosa per i prossimi mesi. La stagione invernale dell’emisfero boreale, in soldoni, potrebbe tornare a proporre una maggior dinamicità rispetto agli ultimi anni, e l’Italia potrebbe finire al centro del gioco.
Ecco la Niña!
A livello emisferico, l’elemento dominante sarà la probabile transizione verso una fase di Niña, con raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale. Se confermata, la Niña tenderà ad movimentare nettamente la circolazione emisferica dal Pacifico all’Atlantico, con disturbi troposferici in grado di rompere con più facilità il vortice polare. Un’eventuale combinazione con una fase negativa di NAO (Oscillazione nord-Atlantica) e AO (Oscillazione Artica) favorirebbe scambi meridiani più profondi, portando aria artica a invadere con maggiore frequenza l’Europa occidentale e il Mediterraneo. Insomma, Niña=dinamicità invernale per l’Europa.

Occhio anche in America
Da non dimenticare l’indice PNA (che indica l’invadenza degli anticicloni a ridosso della West Coast degli USA), spesso influenzato dalla Niña, potrebbe anch’esso assumere configurazioni favorevoli a blocchi di alta pressione sull’ovest del continente. Una miscela che in passato ha più volte accompagnato inverni dinamici e nevosi anche alle basse latitudini.
Focus per l’Italia
Ma in poche parole, che succederà in Italia? Secondo noi, per la nostra penisola le prospettive sono tutt’altro che monotone. La possibilità che il cuore della stagione invernale venga influenzato da correnti fredde nord-orientali è concreta, con le adriatiche, l’Appennino e le zone interne del centro-sud potenzialmente esposte a episodi nevosi più frequenti del solito, anche a bassa quota. Il nord, specie il comparto padano, potrebbe beneficiare di buone occasioni per nevicate con dinamiche da scorrimento umido, in caso di interazioni del freddo con le perturbazioni atlantiche.
Molto dipenderà dalla tenuta dell’alta pressione azzorriana e dal comportamento del vortice polare, ma naturalmente è davvero prematuro per parlarne. Siamo ancora in piena estate e sarà necessario affrontare l’argomento più in là con maggiori indizi tra le mani. Per una tendenza meteo più affidabile, con l’esperienza che ci contraddistingue, bisognerà attendere quantomeno l’inizio dell’autunno.
Il tempo dei prossimi 7 giorni, leggi qui >>> (METEOGIORNALE.IT)
