(METEOGIORNALE.IT) Il meteo sta per entrare in una delle sue fasi più estreme dell’estate, e questa volta non è solo un modo di dire. Da qui al 24 luglio ci aspetta un’ondata di calore africano di quelle che potrebbero entrare nei libri di storia, almeno per il Sud e parte del Centro. Ma attenzione: subito dopo, il copione potrebbe cambiare bruscamente. E sì, potremmo finalmente tornare a respirare.
Cosa succede in concreto? Una profonda depressione atlantica punterà le Isole Britanniche e il suo raggio d’azione che lambirà il Golfo del Leone e le nostre regioni settentrionali. Come spesso accade in questi casi, attiverà un richiamo d’aria calda dal cuore del Sahara verso l’Italia. Una classica dinamica prefrontale che spinge verso il Mediterraneo masse d’aria roventi, concentrate in particolare sulle regioni centro-meridionali. Già nel weekend il caldo si farà sentire, ma il vero picco arriverà tra il 20 e il 24 luglio.
Secondo le proiezioni ECMWF, la temperatura a circa 1500 metri di quota (850 hPa) sarà superiore a +25 °C su gran parte del Sud, con valori eccezionali: +27/+28 °C sulla Calabria, sulla Basilicata e sulla Puglia, e perfino una +28/+29 °C sulla Sicilia. Questo, al suolo, con cielo sereno e ventilazione favorevole (specie venti di caduta), significa una sola cosa: massime anche superiori ai 44-45 °C nelle zone interne. Un evento che potrebbe fare registrare record storici, in alcune aree potremmo sfiorare i valori più alti mai registrati.
Ma la vera notizia, in mezzo a questo inferno di fuoco, è che potrebbe non durare a lungo. Già da subito dopo il 24 luglio, alcuni segnali modellistici lasciano intravedere una rottura netta del pattern africano, con aria decisamente più fresca in discesa dal Nord Europa verso il Mediterraneo centro-occidentale, accompagnata da diffusa instabilità (goccia fredda?). Una configurazione che, se confermata, riporterebbe temporali, ventilazione e temperature più umane. Non è ancora certo al 100%, ma il trend è chiaro e inizia a essere confermato da più scenari.
Il meteo, insomma, potrebbe regalarci una boccata d’ossigeno proprio nella parte finale di luglio. Dopo giorni da forno, l’idea di tornare a respirare sembrerà quasi un sogno. Non resta che seguire l’evoluzione, perché stavolta il cambiamento potrebbe essere davvero clamoroso.
Ci ritorneremo.
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L’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON. (METEOGIORNALE.IT)

