(METEOGIORNALE.IT) Una delle peggiori tragedie meteorologiche degli Stati Uniti si è consumata tra GIOVEDÌ e VENERDÌ della scorsa settimana, quando violente precipitazioni hanno colpito il cuore del TEXAS, provocando inondazioni devastanti e la morte di oltre 105 persone. Il bilancio umano è solo una parte della gravità dell’evento, che ha colpito una zona altamente vulnerabile, nota come Flash Flood Alley, nel pieno della stagione calda.
Nonostante il Servizio Meteorologico Nazionale statunitense (NWS) avesse emesso avvisi di emergenza già dalla mezzanotte, l’ondata di maltempo si è trasformata in una catastrofe nel giro di poche ore. Le tempeste, alimentate da una massa d’aria tropicale particolarmente umida, hanno riversato oltre 250 mm di pioggia in pochissimo tempo, inondando valli, strade e sobborghi rurali.
L’evento ha scosso profondamente anche il dibattito sul cambiamento climatico: ancora una volta, la connessione tra meteo estremo e riscaldamento globale torna sotto i riflettori, senza che vi sia ancora un chiaro consenso su quanto la crisi climatica abbia aggravato questo specifico fenomeno. Tuttavia, numerosi scienziati, fra cui Daniel Swain, climatologo dell’Università della California, ribadiscono che episodi simili stanno diventando più frequenti e più intensi.
“L’atmosfera è come una spugna gigante”, ha spiegato Arsum Pathak, della National Wildlife Federation. “Più fa caldo, più vapore acqueo trattiene. E quando arriva una tempesta, rilascia tutto in una volta.”
Flash Flood Alley non è una zona qualsiasi. Si tratta di un’area che abbraccia le colline del Texas centrale, dove il terreno è poco permeabile, lo strato calcareo superficiale impedisce l’assorbimento dell’acqua e la conformazione del territorio con canyon stretti e pendenze accentuate accelera il deflusso delle piogge. È, in altre parole, un luogo perfetto per lo sviluppo di alluvioni lampo.
Il meteo era stato previsto. Ma non è bastato.
Gli esperti confermano che le previsioni del NWS erano piuttosto accurate, considerando la rapidità con cui la situazione si è evoluta. Il problema, però, è stato la comunicazione e la capacità di allerta del sistema locale. Secondo alcune fonti, la carenza di personale negli uffici meteorologici texani ha ostacolato la diffusione tempestiva degli avvisi, soprattutto durante le ore notturne.
In particolare, lungo il fiume Guadalupe, dove le acque si sono sollevate con una velocità impressionante, mancava un sistema di allerta per le inondazioni improvvise. Le autorità locali avevano preso in considerazione l’installazione di strumenti di monitoraggio e allarme ben otto anni fa, ma il progetto non fu mai realizzato.
Secondo Swain, anche se le previsioni meteo sono sempre più precise, non esistono ancora strumenti in grado di anticipare con esattezza millimetrica le precipitazioni estreme, né con giorni né con ore di anticipo. E questo rende ogni evento potenzialmente letale in contesti urbani e rurali dove la pianificazione idraulica è fragile o assente.
Puoi approfondire il ruolo del cambiamento climatico nelle precipitazioni estreme sul sito NOAA o visitare l’home page del National Center for Atmospheric Research.
Una catastrofe annunciata
Anche se il meteo resta imprevedibile, le caratteristiche morfologiche del Texas Hill Country sono un chiaro segnale di rischio: in altri luoghi, una tale quantità d’acqua avrebbe provocato solo disagi. In questa regione, invece, si è trasformata in un’alluvione letale in pochi minuti.
La strategia della ricostruzione post-evento, senza interventi strutturali mirati, è diventata ormai un circolo vizioso. “Alluvione, ricostruzione, ripetizione”, lo definisce lo stesso Pathak. Oggi, il TEXAS ha all’attivo progetti di contenimento delle acque per un valore che supera i 54 miliardi di dollari, molti dei quali bloccati o rallentati.
Le misure suggerite dagli ambientalisti includono il ripristino delle rive naturali dei corsi d’acqua, la piantumazione di vegetazione autoctona, la costruzione di infrastrutture permeabili e il divieto di edificazione in aree esposte ad allagamenti. Sono soluzioni che richiedono visione, investimenti e volontà politica, ma che diventano sempre più urgenti in un contesto in cui il meteo estremo sta diventando la nuova normalità.
La consapevolezza scientifica sul legame fra eventi meteo estremi e riscaldamento globale è ben documentata da realtà come NASA Climate{:nofollow} e IPCC{:nofollow}.
Le alluvioni del TEXAS nel LUGLIO 2025 sono solo l’ennesimo avvertimento che, se ignorato, rischia di lasciare altre comunità esposte al disastro. (METEOGIORNALE.IT)
