
(METEOGIORNALE.IT) La corrente a getto ridisegna l’estate globale
Un’ondulazione persistente della corrente a getto si estende su tutto l’Emisfero Settentrionale. Queste anomalie bloccate funzionano come un ingranaggio difettoso: su un continente imprigionano cupole di calore, su un altro guidano aria più fredda. Da circa due mesi il meccanismo mantiene la sua posizione, moltiplicando episodi di caldo estremo in Europa e Asia e provocando violente alluvioni in alcune zone degli Stati Uniti.
Perché la California resta fredda
La California occupa il bordo orientale di un’ampia cresta anticiclonica. Qui il tempo scorre lento, avvolto da una copertura nuvolosa continua e da temperature che raramente oltrepassano i 27 °C (il limite degli 80 °F tanto familiare ai meteorologi locali). Perfino le località interne, di solito torride a luglio, restano tiepide, disegnando un’inaspettata uniformità termica in tutta la regione.
Il ruolo del Pacifico Nord e dello strato marino
- La Superficie del Mare lungo la costa è più fredda del normale; lo strato marino si intensifica, la nebbia mattutina si ispessisce e i valori diurni faticano a salire.
- L’Alta del Pacifico Nord, quest’anno più forte e posizionata vicino all’Alaska, amplifica il gradiente di pressione verso terra e spinge la brezza oceanica fin nelle valli interne.
- In giugno il fenomeno ha significato venti tesi; in luglio si è tradotto nel noto effetto “No-Sky July”, con cieli lattiginosi che chiudono la visuale per l’intera giornata.
Uno schema che non si spezza
Gli sbalzi della corrente a getto – creste e trough – restano ancorati agli stessi meridiani. Studi recenti indicano che configurazioni simili sono triplicate negli ultimi cinquant’anni, complice il riscaldamento dell’Artico. La proiezione a medio termine mostra poche variazioni: la fascia nuvolosa sulla Costa Californiana dovrebbe persistere almeno fino ai primi di agosto. (METEOGIORNALE.IT)
