
(METEOGIORNALE.IT) L’alta pressione nordafricana continua a fare la voce grossa soprattutto al centro sud e sulle isole maggiori, ma a quanto pare siamo ancora lontani dal picco di questa prima ondata di caldo dell’estate. Da qui a metà giugno ci aspettano almeno 8 giorni di caldo intenso e afoso su buona parte della nostra penisola, poi l’evoluzione meteo potrebbe riservare grosse sorprese col ritorno del fresco e dei temporali nella seconda metà di giugno, ma di questo ne discuteremo in altri aggiornamenti.
Due picchi di caldo!
Da qui a metà mese ci aspettano almeno due forti accelerate dell’alta pressione nordafricana: la prima nel weekend, con temperature massime prossime ai 37 ° nelle aree interne del Sud e delle isole maggiori; la seconda tra il 12 e il 15 giugno, momento in cui la colonnina di mercurio potrebbe spingersi ancor più in alto, addirittura fino a sfiorare i 40 ° sulle isole maggiori e localmente sulle zone interne del meridione. Nel mentre, ci sarà una piccola pausa circoscritta ai giorni di lunedì, martedì e mercoledì, ovvero tra il 9 e l’11 giugno, quando venti più freschi settentrionali porteranno a un calo momentaneo delle temperature.
Ecco l’afa
La persistenza dell’alta pressione all’interno del Mediterraneo fino a metà mese favorirà un costante incremento dell’umidità e, di conseguenza, inizieremo a percepire segnali di disagio bioclimatico, una caratteristica tipica delle ondate di caldo persistenti subtropicali, come ormai sempre più frequentemente osserviamo dalle nostre parti.
In particolar modo tra il 12 e il 15 giugno, il caldo risulterà parecchio afoso da nord a sud, soprattutto sulle nostre città costiere e quelle pianeggianti. Il caldo sarà eccessivo e, a tratti, insopportabile sia di giorno che nelle prime ore della Sera.
Poi cambia tutto
Per una svolta meteo occorrerà aspettare la seconda metà di giugno, quando si prevede il tracollo dell’alta pressione subtropicale e l’arrivo di correnti molto fresche dal Nord Europa, che riporterebbero anche molta instabilità, ma di questo ne discteremo nei prossimi editoriali. (METEOGIORNALE.IT)
