In questi giorni si legge in alcuni notiziari che a Roma si è registrata la temperatura di 68 gradi. Ovviamente è una fake news meteo se viene presa così alla lettera. Se da un lato c’è un fondo di verità, da quell’altro è assolutamente impossibile registrare a livello ufficiale delle temperature così fuori scala.
Nell’ambito meteorologico, è importante distinguere i dati scientifici dalla spettacolarizzazione. In questi giorni, l’ondata di calore che sta interessando l’Italia è effettivamente intensa, duratura e diffusa, ma ciò non dice automaticamente che il nostro Paese si sia trasformato nel luogo più caldo del Mondo. Anzi, non lo sarà mai e poi mai!
Come detto, c’è effettivamente un fondo di verità, ma è totalmente anti-scientifico tale temperatura come valore massimo per la città eterna. Sarebbe qualcosa da collasso. Il record mondiale è sui 55 gradi e appartiene a lande lontane (Medio Oriente). Sarà mai possibile battere di 13 gradi quei valori?? Ovviamente no…
Non è la massima dell’aria, ma il valore… dell’asfalto!
A fianco dei dati oggettivi, però, circolano anche interpretazioni scorrette o strumentalizzate. Alcune associazioni hanno recentemente messo a confronto le temperature dell’aria, rilevate secondo gli standard scientifici (ossia tramite capannine meteorologiche ombreggiate e ventilate), con i dati misurati sulle superfici stradali o su strutture monumentali, dove si possono toccare anche i 68 gradi.
Quindi sì, questo valore è assolutamente compatibile per quanto riguarda le superfici asfaltate o ad esempio le carrozzerie delle macchine. Ma questo non va assolutamente spacciato per valore reale e nemmeno percepito. Sappiamo che la temperatura varia in base al materiale e al tipo di colore in esso presente.
Una superficie perfettamente bianca riflette quasi tutta la radiazione, mentre una totalmente nera la assorbe e quindi si surriscalda. È facile fare questo giochetto quando abbiamo, ad esempio, delle ringhiere. Se c’è una ringhiera chiara rimarrà fresca anche nelle ore centrali, mentre quella scura diventa talmente calda che rischiamo di scottarsi le mani.
Sono due cose diverse!
Questo tipo di accostamento non tiene conto della differenza sostanziale tra le due misurazioni. Mentre la temperatura dell’aria è un parametro omogeneo, utilizzato per il confronto climatico e per le previsioni meteo, quella rilevata al suolo (asfalto, pietra, marmo) dipende da molti fattori contingenti come l’esposizione solare, il tipo di materiale e la ventilazione.
Mescolare questi valori finisce per falsare la realtà, e genera allarme ingiustificato, spingendo l’opinione pubblica a diffidare perfino dei dati reali. Un utente comune potrebbe dire tranquillamente che quello che misuriamo sono i 68 gradi e non i 37 di massima dell’aria.
Ma qui ovviamente sorge un problema, perché allora se misurassimo le temperature delle superfici non troveremo mai un indicatore comune e omogeneo che permette di classificare il caldo reale. Ovvero la massa d’aria che ci sta invadendo.
Tra dati reali e sensazionalismo comunicativo
Raggiungere 70 gradi sull’asfalto in Estate è un fatto del tutto normale, e accadeva anche prima che il riscaldamento globale diventasse un’emergenza planetaria. Chiunque cammini scalzo sull’asfalto a mezzogiorno lo sperimenta direttamente. Oppure anche camminare sulla sabbia che scotta. Non sono prove del Global Warming. Ci sono da sempre. Perfino nel deserto, cuocere un uovo sulle pietre era una dimostrazione già nota da decenni.
Oggi però si tende a confondere gli effetti di una superficie surriscaldata con quelli dell’atmosfera, dimenticando che il dato meteorologico di riferimento, sin dagli inizi della scienza climatologica, è sempre stato quello dell’aria, non della terra o dell’asfalto.
L’importanza della precisione scientifica e del rigore dei numeri
Quello che sta realmente cambiando (e, permetteteci di dirlo, che desta preoccupazione tra i climatologi) è l’innalzamento della temperatura media dell’aria e degli oceani. Questo dato, scientificamente verificato e confrontabile su scala globale, è ciò che ci consente di affermare, senza allarmismi, che il clima sta diventando più caldo, con Estati sempre più lunghe e opprimenti, dato inoppugnabile, a prescindere dal cemento.
Ovviamente, insieme all’aumento della temperatura atmosferica, si alzano anche i valori registrati al suolo, ma è importante non mescolare le due misurazioni. Non possiamo diffondere un’informazione basata su confronti sbagliati, che non fanno altro che disorientare l’opinione pubblica, minando la credibilità stessa della meteorologia e della scienza del clima.
Il GW è già pesante, non diamo numeri a caso
Chi vuole davvero sensibilizzare i cittadini al cambiamento climatico e ai rischi connessi deve attenersi alla verità dei dati. Risulta quindi fondamentale spiegare correttamente come stanno le cose, senza cercare l’effetto shock, magari mostrando i termometri delle farmacie o dell’auto al sole. Purtroppo, i fenomeni meteo estremi sono già gravi e significativi di per sé: non c’è bisogno di esagerare, perché così facendo si perde la fiducia nella scienza.
Nel contesto attuale, l’Italia sta vivendo un’Estate rovente, con l’Alta Pressione africana ben salda sul territorio nazionale e con temperature che, con buona probabilità, potrebbero pure battere dei record locali. Questo è il dato reale e scientificamente accertato che ci deve guidare. Non giochiamo a spararla più grossa possibile: il cambiamento meteo climatico è già pesante e sotto gli occhi di tutti.