(METEOGIORNALE.IT) Il meteo di fine giugno sta per sorprenderci ancora. Ma stavolta non si tratta solo dell’ennesima ondata di caldo africano. C’è qualcosa di più, qualcosa che si muove sopra le nostre teste e che sta lentamente riscrivendo le regole del clima mediterraneo. I termometri salgono, certo, ma è il perché a fare davvero la differenza. E la risposta si nasconde molto più in alto, dove l’atmosfera sta cambiando volto sotto i nostri occhi.
Nella terza decade di giugno, l’Italia sarà dominata da una nuova espansione del promontorio subtropicale africano, una figura sempre più familiare nei nostri mesi estivi. Le temperature si manterranno ben al di sopra della media stagionale, con valori che localmente potranno raggiungere e superare i 35–38°C. Le proiezioni ECMWF indicano la presenza stabile dell’isoterma di +20°C a 850 hPa su gran parte del Paese, segno inequivocabile di una massa d’aria molto calda in quota, d’origine sahariana.
Questa ondata di calore non nasce dal nulla, ma è la conseguenza di due scenari sinottici che, seppur diversi nelle dinamiche, portano allo stesso risultato: l’innesco della risalita calda dal Nord Africa verso l’Europa centro-occidentale.
Nel primo caso, assistiamo alla formazione di una lacuna barica sulla Penisola Iberica, una zona di bassa pressione che favorisce l’espansione dell’anticiclone africano verso l’Italia. Nel secondo, un affondo ciclonico sull’Atlantico centrale agisce come una leva, aspirando verso nord masse d’aria bollente che dal Marocco risalgono rapidamente fino al cuore del nostro Continente. In entrambi i casi, il promontorio subtropicale si spinge verso nord-est, portando con sé condizioni di caldo persistente e anomalo.
A livello climatico, queste dinamiche sono influenzate da due indici chiave: il NAO+ (North Atlantic Oscillation) e l’EA+ (East Atlantic Pattern). Quando entrambi si trovano in fase positiva, il getto polare devia verso l’Atlantico centro-orientale, aprendo la strada a intrusioni calde sul Mediterraneo. Ma c’è di più: il riscaldamento globale sta alterando gli equilibri barici delle nostre estati, favorendo schemi bloccati e una crescente espansione verso nord della Cella di Hadley, che rafforza la presenza dell’anticiclone subtropicale africano fin dentro l’Europa.
Il meteo degli ultimi giorni di giugno, dunque, non è solo questione di caldo intenso. È l’effetto visibile di un processo molto più profondo, che coinvolge l’intero assetto atmosferico del nostro emisfero. E che, stagione dopo stagione, sta trasformando l’estate mediterranea in qualcosa di nuovo, più secco, più stabile e, purtroppo, sempre più rovente.
Ci ritorneremo.

