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Meteo, impennata delle temperature e CALDO AFRICANO esagerato, c’è la data

Luca Martini di Luca Martini
07 Mag 2025 - 14:00
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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(METEOGIORNALE.IT) Dopo l’instabilità, quando si affaccia l’estate?

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La seconda parte di maggio 2025 potrebbe regalarci un ribaltamento radicale dello scenario meteo. Dopo settimane segnate da instabilità diffusa, rovesci temporaleschi e sbalzi termici, le previsioni più aggiornate, in particolare quelle del Centro Meteo Americano, indicano una possibile impennata delle temperature proprio negli ultimi dieci giorni del mese. E non si tratterebbe solo di un “colpo di coda” primaverile, ma di un’autentica ondata di caldo estivo, di quelle che ricordano più luglio che maggio.

 

Dall’Atlantico al Sahara: il percorso del caldo africano

A innescare questa possibile svolta sarebbe una saccatura atlantica, ovvero un affondo ciclonico nel cuore dell’Oceano, che andrebbe a stimolare una risalita d’aria subtropicale verso il Mediterraneo centrale. Questo meccanismo, che in meteorologia prende il nome di scambio meridiano, favorirebbe l’espansione verso nord dell’anticiclone africano, con il suo tipico carico di aria rovente, secca e sahariana.

L’aria calda, proveniente in particolare dal deserto algerino, potrebbe iniziare a farsi sentire già attorno al 20-21 maggio, per poi intensificarsi progressivamente fino a raggiungere il picco tra il 22 e il 24 maggio, portando temperature fuori scala per il periodo. Le prime regioni a risentirne sarebbero le Isole Maggiori, il Sud peninsulare e i settori tirrenici centrali, ma il caldo potrebbe spingersi rapidamente anche verso la Pianura Padana, sfiorando i 30-33°C, con punte superiori in Sicilia e Sardegna.

 

Dal fresco al caldo estremo: un cambio di passo netto

Questa fase calda sarà il contraltare di un maggio schizofrenico, iniziato con una fiammata africana lampo, subito spenta da un ritorno massiccio di aria fresca instabile, frutto della rottura stagionale del Vortice Polare e del posizionamento anomalo dell’alta pressione atlantica a latitudini settentrionali, tra Regno Unito e Mare di Norvegia. Il risultato: Italia sotto nubi e piogge, mentre Scandinavia e Nord Europa vivono condizioni siccità atipica.

Ma è proprio questa dinamicità atmosferica, con onde planetarie più marcate e lente, a creare le condizioni ideali per passaggi repentini tra fasi fresche e calde. Secondo i meteorologi, la terza decade di maggio potrebbe rappresentare una vera soglia stagionale, capace di traghettarci dalla primavera all’estate in poche ore.

 

Caldo sì, ma con rischio temporali violenti al confine dell’anticiclone

Se la cupola subtropicale dovesse imporsi con decisione sull’Italia, come ipotizzano i modelli attuali, assisteremmo non solo a un forte aumento delle temperature, ma anche a una marcata stabilizzazione dell’atmosfera al Sud e sul versante tirrenico. Tuttavia, al confine settentrionale del promontorio anticiclonico — in particolare sull’arco alpino e sulla fascia prealpina — potrebbero attivarsi violenti temporali di contrasto, alimentati dal divario termico tra l’aria calda africana e le infiltrazioni fresche atlantiche.

Tali contrasti, secondo le previsioni del modello GFS, potrebbero colpire duramente zone come il Piemonte, la Lombardia occidentale e il Trentino Alto-Adige, con grandinate e nubifragi localizzati. Una configurazione pericolosa, che ricorda molto gli scenari estremi dell’estate 2023.

 

Estate anticipata o solo un’illusione?

Resta l’interrogativo principale: sarà questo l’inizio dell’estate 2025? I meteorologi restano cauti. Anche se la dinamica prevista sembra promettere una vera vampata africana, non è detto che l’alta pressione riesca a radicarsi stabilmente. Maggio, per sua natura, è mese di transizione, e anche fiammate roventi possono lasciare spazio a ritorni di instabilità improvvisi.

Ciò che è molto probabile è che, per alcuni giorni, l’Italia sarà travolta da un’ondata di caldo precoce, con valori termici di 8-10 gradi sopra la media, che potranno mettere in crisi settori sensibili come l’agricoltura, i sistemi sanitari e i consumi elettrici per l’uso anticipato di condizionatori. (METEOGIORNALE.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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