
(METEOGIORNALE.IT) Lettori e appassionati meteo lo sanno: l’Estate si preannuncia come una stagione eccezionalmente calda. Ci aspettiamo, di fatti, anomalie termiche diffuse nei mesi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre. I dati elaborati segnalano scarti termici positivi che indicano una stagione ben più calda del consueto, con la concreta possibilità di ondate di calore persistenti e intense. Ma il problema non è solo in pianura: lo è, e pure serio, in quota.
Temperature elevate anche nelle zone montane
Uno degli aspetti che più colpiscono di questa nuova fase climatica è la modifica sostanziale del microclima montano, storicamente considerato un rifugio naturale contro la calura estiva. Le aree montane, in particolare le Alpi e l’Appennino, stanno registrando una progressiva tropicalizzazione, il che è una pessima cosa.
Durante l’Estate, in località alpine situate a circa 1000 metri, si potranno facilmente raggiungere punte di 30 gradi! Un valore che, fino a pochi anni fa, sarebbe stato considerato un evento fuori da ogni logica, ma che oggi si sta trasformando in frequenza regolare.
Basti ricordare quanto accaduto nell’Agosto 2024, quando per 15-18 giorni consecutivi si sono registrate massime giornaliere prossime ai 30 gradi e minime notturne attorno ai 20 gradi anche a quote di 800 metri! Valori folli…
Verso un nuovo approccio climatico per città e montagne
L’Estate 2025, secondo quanto emerge dalle attuali proiezioni meteo, segna un ulteriore passaggio verso una nuova normalità climatica, dove anche le aree montane non garantiscono più il fresco serale e le città diventano ambienti sempre più ostili alla vita quotidiana.
Le località di media montagna, un tempo rifugi sicuri, oggi registrano valori termici che ne annullano la funzione di sollievo climatico, se non in condizioni molto specifiche come temporali locali o ventilazione intensa. Oppure, ovviamente, bisogna spingersi a 1500-2000 metri, cosa che però non è idonea a tutti e comporta conseguenze per chi ha problemi respiratori e/o motori.
I ghiacciai devastati
Un altro aspetto da non trascurare affatto sono i ghiacciai. A causa di queste lunghissime fasi meteo bollenti, sono in pesantissima agonia e purtroppo sono destinati a sparire nel giro di qualche decennio. A fine secolo. rimarranno solamente delle lingue glaciali oltre i 4000 metri. Solo quelle zone riusciranno a sopportare l’eccezionale caldo estivo delle prossime stagioni. (METEOGIORNALE.IT)
