
(METEOGIORNALE.IT) Da alcuni giorni l’Europa è sconvolta da un’insolita dinamica atmosferica in questo inizio di Maggio. Dopo una fase meteo insolitamente mite, un’ondata di aria fredda artica ha investito vaste porzioni del continente, spingendosi fino al bacino del Mediterraneo, compresa l’Italia. Le conseguenze sono notevoli, con un crollo delle temperature, temporali violenti e perfino nevicate fuori stagione.
Una Primavera stravolta da correnti artiche
Il quinto mese dell’anno rappresenta tradizionalmente un ponte climatico verso l’Estate, ma ciò che sta accadendo nel 2025 sembra andare in direzione opposta. Secondo le più recenti elaborazioni del modello ECMWF, si sta concretizzando un’anomalia di portata continentale: una persistente irruzione di aria fredda, con matrice artica, è in discesa verso l’Europa centrale, spingendosi con forza fin nell’Italia settentrionale e centrale.
La situazione sinottica è dominata da una profonda ondulazione del getto polare, favorita da una configurazione EA negativa, che consente a blocchi di aria fredda di scendere indisturbati dalle alte latitudini fino alle medie. La Alta Pressione atlantica, che aveva inizialmente garantito un afflusso mite di matrice subtropicale, si sta rapidamente ritirando verso l’Oceano Atlantico.
Anomalie termiche estreme: freddo deciso in pieno Maggio
Le simulazioni a 850 hPa indicano valori termici ben al di sotto della media del periodo, con anomalie comprese tra -8 e -10 °C. Le regioni più colpite includono Germania, Svizzera, Austria e Nord Italia, dove il termometro potrebbe scendere nella notte anche prossimo allo zero nei fondovalle e nelle zone collinari. Sui rilievi, si potranno raggiungere valori negativi.
In Lombardia, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige, le minime potranno portarsi vicino a 0 °C, con un rischio concreto di gelate tardive. Durante il giorno, le massime faticheranno a superare i 13-15 °C, soprattutto tra Mercoledì 7 Maggio e Sabato 10 Maggio.
Piogge intense, grandinate e neve in quota
Oltre al freddo, l’impatto dell’irruzione sarà amplificato dalla presenza di umidità nei bassi strati. Questo favorirà lo sviluppo di temporali forti, specialmente al Nord Italia, dove si potranno verificare nubifragi, grandinate estese e colpi di vento. Le aree più a rischio sono quelle prealpine e pedemontane di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Sul fronte nivologico, si attende il ritorno della neve primaverile fino a quote collinari, specialmente su Alpi centro-orientali, Dolomiti, e Appennino settentrionale. Accumuli bianchi potranno verificarsi anche intorno ai 700-900 metri, fenomeno decisamente raro per il periodo, ma non così storico. Già successo negli ultimi 10 anni.
Fresco a intermittenza per tutto il mese
Le proiezioni a medio termine non lasciano spazio a miglioramenti stabili. Al contrario, ci si attende una ripetizione dello schema atmosferico, con frequenti irruzioni fredde alternate a brevi risalite anticicloniche, che non saranno in grado di riportare un clima pienamente primaverile.
Questo farà sì che la Primavera 2025 possa essere ricordata come una delle più anomale e instabili degli ultimi decenni. Ma la 2024 rimane di sicuro intoccabile. Quella si che ha avuto un meteo piovoso a livello ultra secolare, con accumuli mai visti in 200 anni. (METEOGIORNALE.IT)
