
(METEOGIORNALE.IT) Le più recenti elaborazioni modellistiche mostrano chiaramente un’imminente espansione di un promontorio anticiclonico nordafricano, che avrà il merito – e per alcuni aspetti il difetto – di riportare condizioni decisamente più miti, se non addirittura calde, su ampie porzioni del territorio nazionale.
Le temperature sono destinate a salire bruscamente nel giro di poche ore, sospinte da correnti in quota che trasporteranno aria molto calda dal deserto del Sahara verso il bacino del Mediterraneo. Le mappe a 850 hPa, ovvero alla quota barica di circa 1500 metri, offrono un’indicazione eloquente di ciò che accadrà: valori termici estremamente elevati per il periodo, segno di un’onda calda in arrivo.
Il Sud e le Isole Maggiori, in particolare Sicilia e Sardegna, saranno le zone maggiormente interessate dal rialzo termico, con temperature a quella quota che potrebbero toccare i 20-24°C. Ciò significa che, al suolo, si potranno superare agevolmente i 30°C in condizioni di cielo sereno e ventilazione debole.
Anche il Centro Italia sperimenterà un netto aumento delle temperature. Le aree tirreniche, come il Lazio e la Toscana, vedranno salire i valori a 850 hPa fino a 16-20°C, traducendosi in massime al suolo prossime ai 28-29°C nei settori pianeggianti e costieri. Si tratta di valori tipici della tarda primavera o addirittura dell’inizio dell’estate, che si manifesteranno in netto contrasto con il freddo dei giorni immediatamente precedenti.
Il Nord Italia, pur essendo meno direttamente coinvolto dall’afflusso caldo africano, non resterà immune a questa nuova configurazione atmosferica. Anche in Val Padana si prevede un deciso rialzo termico, con temperature a 850 hPa comprese tra 8 e 12°C.
In questo contesto, le temperature al suolo potrebbero raggiungere valori fino a 27°C, soprattutto nelle zone di pianura dove l’irraggiamento solare e l’effetto del rimescolamento diurno favoriranno un forte riscaldamento degli strati inferiori dell’atmosfera.
Va considerato che il riscaldamento dell’aria in superficie dipende anche da altri fattori, come la copertura nuvolosa, l’umidità e la ventilazione. Tuttavia, in presenza di cielo sereno e condizioni anticicloniche ben strutturate, l’incremento termico rispetto ai valori in quota può facilmente superare i 15°C.
Pertanto, già nel corso della seconda settimana di aprile, molte località italiane potrebbero registrare temperature massime ben superiori alle medie stagionali, con un anticipo quasi estivo che interesserà gran parte del territorio.
Questa improvvisa transizione da una fase fredda a una calda è il risultato di una tipica dinamica primaverile, dove contrasti termici e variazioni di circolazione si susseguono rapidamente. In questo caso, l’affondo freddo iniziale fungerà quasi da “trampolino” per l’instaurarsi di una successiva configurazione ad alta pressione di matrice subtropicale, in grado di convogliare masse d’aria molto calda dal Nord Africa verso l’Europa meridionale.
L’Italia, trovandosi lungo il bordo orientale di questa cupola anticiclonica, sperimenterà condizioni di stabilità atmosferica, con cieli sereni, venti deboli e temperature in costante aumento.
Sarà un’ondata di caldo precoce, che sebbene non durerà a lungo come quelle estive, rappresenta comunque un segnale evidente della crescente influenza del meteo subtropicale sul nostro Paese anche nei mesi di transizione come aprile. (METEOGIORNALE.IT)
