Mancano ormai poche ore all’arrivo di una clamorosa ondata di freddo tardiva, che rispedirà l’Italia in pieno inverno per un paio di giorni. Dopo il passaggio di questo fronte freddo, ci sarà un nuovo miglioramento del meteo in ogni angolo d’Italia, per l’arrivo dell’alta pressione, che a quanto pare potrebbe farci compagnia per quasi tutta la settimana entrante.
Ma le carte in tavola saranno nuovamente rimescolate durante il prossimo weekend, come ormai confermato da tutti i principali centri meteo. L’alta pressione, che per almeno altri 7 giorni continuerà a fare la voce grossa su tutta l’Europa occidentale (e precisiamo che sarà proprio questa configurazione a permettere l’arrivo del freddo intenso dall’est Europa verso l’Italia), potrebbe improvvisamente essere spazzata via dalle correnti nord-atlantiche già dal 13 aprile.
Maltempo in agguato dalla prossima settimana
Il ripristino delle correnti nord-occidentali su tutta l’Europa centro-occidentale potrebbe rigettare gran parte d’Italia sotto una prolungata fase di maltempo acuto, caratterizzata da piogge persistenti e anche violenti temporali. Considerando che ci troviamo ormai in piena primavera, i contrasti termici potrebbero divenire molto più marcati e anche importanti: non a caso si prevedono sciroccate in grado di portare le temperature anche oltre i 25 °C su gran parte del Sud Italia, a partire da domenica prossima, tutto calore in grado di generare temporali e grandinate sulle regioni settentrionali.
Tutta questa aria calda proveniente dal Nord Africa, infatti, tenderà a confluire sulle regioni del Nord e del medio-alto Tirreno, dove entrerà in contrasto con l’aria più fredda proveniente dal nord Atlantico. Lo scontro tra masse d’aria così diverse permetterà lo sviluppo di fenomeni intensi, come nubifragi, grandinate e intense raffiche di vento.
Inoltre, non si tratterà di una toccata e fuga del maltempo, bensì è molto probabile che tutta la seconda decade di aprile possa essere caratterizzata da frequenti perturbazioni provenienti da ponente.
Ciò significa che sarebbero principalmente le regioni del Nord e quelle del medio-alto Tirreno a fare i conti con le condizioni meteo più severe.