Seguici su Google

Nel pomeriggio del 29 Aprile, martedì, su gran parte della città di Roma si è abbattuto un temporale di intensità inaudita, generato soprattutto dalle alte temperature e dal contrasto termico. Un temporale di insolita violenza, fenomeno cui purtroppo ci stiamo abituando sempre più, fino a considerarlo come nuova normalità.

 

Ogni volta che si parla di maltempo, non è per la voglia di estremizzare ogni fenomeno atmosferico, ma è la narrazione reale di ciò che accade che ci porta a utilizzare aggettivi forti, perché i fenomeni sono oggettivamente diversi rispetto al passato. I temporali sono molto più intensi, le ondate di calore estremamente più violente, ma anche le perturbazioni che transitano risultano generalmente di forte intensità, capaci di scaricare enormi quantità di precipitazioni, talvolta pari a quelle di un intero mese in sole 24 ore, se non di più.

 

I fenomeni atmosferici stanno cambiando così rapidamente che spesso risulta difficile prevederli con precisione, e ci si può limitare solo a una stima approssimativa. Il temporale su Roma era atteso, ma non previsto con certezza, e nessuno si aspettava una tale violenza, uno sviluppo verticale della nube temporalesca tanto imponente da rendere il cielo buio come la notte. La Capitale è stata investita da un nubifragio, con grandinate, raffiche di vento violente, quelle raffiche orizzontali che in inglese si definiscono downburst, termine che non mi piace perché possediamo una lingua meravigliosa, l’italiano, eppure siamo costretti a ricorrere a questa terminologia meteorologica.

 

Meteo che trovi, tempo che cambia: in Francia in questi giorni si registra un’ondata di calore estrema, con temperature solitamente raggiunte a Luglio, eppure siamo ancora in Aprile, sebbene ormai alla fine. Anche Londra è sotto questa canicola, così come le Isole Britanniche. Peraltro queste ultime hanno vissuto una fase di siccità prolungata, con numerose giornate di cielo sereno come non si ricordava da tempo. Poi c’è la siccità che interessa anche la Germania, il Belgio, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e la Danimarca. Le precipitazioni sono state brevi e violente, e per tutto l’inverno si sono registrati pochissimi eventi atmosferici significativi. Eppure l’inverno sembrava iniziare normalmente: a metà Novembre si verificarono tempeste di neve dalle Isole Britanniche fino quasi al Mar Nero, lambendo il Nord Italia, dove si ebbero solo spolverate di neve, nulla di più.

Nelle città della Svizzera si ebbero nevicate record per novembre.

 

In Italia, come sappiamo, la neve in pianura non si vede ormai da tempo, se non in forma di lievi depositi che un tempo passavano inosservati, ma che oggi finiscono sui titoli dei giornali. Il clima sta mutando con una tale rapidità che persino noi che ci occupiamo di meteorologia a volte non ne siamo pienamente consapevoli.

 

In questi giorni il Medioriente sta vivendo un’ondata di calore terrificante, con valori superiori ai record storici in centinaia di località dove sono presenti stazioni meteorologiche ufficiali. Si registrano temperature atroci anche in India, una delle aree più popolate del Mondo, situazione che pone criticità enormi: qui occorre sopravvivere al caldo in attesa dell’arrivo del Monsone rinfrescante, che porterà le grandi piogge stagionali.

 

Ma torniamo all’Italia. Anche qui siamo in piena ondata di calore, soprattutto nelle regioni settentrionali, che “beneficiano” già del caldo francese, destinato a portare temperature ancora più elevate. Tuttavia, anche qui tutto sta per cambiare: il Nord Italia sarà investito da una perturbazione di forte intensità, che produrrà temporali la cui portata è ancora difficile da stimare. Potrebbero essere di eccezionale intensità, con grandinate record, probabilmente abbondanti, più che per le dimensioni della grandine, per la quantità. Seguirà un crollo termico notevole, tanto che dai 30 °C attesi in Pianura Padana, si passerà in pochi giorni a massime diurne di 15 °C per qualche giorno.

 

Ecco che chi, in questi giorni, stava programmando il cambio di stagione dell’armadio in vista della bella stagione, si ritroverà invece al fresco, in un clima ben diverso da quello di questo fine settimana. Proprio la domenica, infatti, segnerà l’arrivo della prima perturbazione.

 

Il temporale di Roma è un campanello d’allarme: ha colpito un’area densamente popolata, la nostra Capitale. Centinaia e centinaia sono le foto e i video trasmessi sui social network, immagini che illustrano un cielo nerissimo, come pece, terrificante, con tuoni roboanti che annunciavano la tempesta imminente. Migliaia di turisti si sono trovati sotto l’acquazzone, la grandine, le intemperie, dopo una giornata calda e assolata, non tipica di Aprile, ma piuttosto di Giugno, se consideriamo le medie climatiche. E proprio queste medie climatiche, spesso dimenticate, sono invece fondamentali per comprendere il clima che dovremmo avere e che non abbiamo più.

 

Eppure, di tutto questo se ne parla poco, tanto che siamo assuefatti a certe terminologie, al punto che non ci si fa quasi più caso. Parlare di cambiamento climatico sembra ormai ridondante, perché lo fanno tutti.

Ma proviamo a pensare a quando le temperature aumenteranno ancora: allora sì che ci renderemo conto della portata del problema, con fenomeni atmosferici ancora più drammatici e un meteo estremo a 360 gradi.

Fonti scientifiche utili

Vuoi che trasformi questo testo in un articolo formattato per pubblicazione web?

Seguici su Google