
(METEOGIORNALE.IT) Esistono casi documentati in cui i chicchi di ghiaccio hanno raggiunto dimensioni incredibili, causando danni devastanti e addirittura vittime.
Il record mondiale appartiene a un episodio verificatosi il 23 luglio 2010 nella cittadina di Vivian, in South Dakota (USA), dove è stato registrato un chicco di grandine con un diametro di 20,3 cm, più grande di un melone, e un peso vicino al chilogrammo.
Questo colosso di ghiaccio ha causato gravi danni a edifici e automobili, e gli esperti ritengono che, al momento della caduta, potesse essere persino più grande, poiché al momento della misurazione aveva già iniziato a sciogliersi.
Ma questo non è stato l’unico episodio di grandine estrema nella storia. Nel 1986, in Bangladesh, una tempesta ha prodotto chicchi di oltre un chilogrammo, provocando la morte di 92 persone, rendendolo l’evento più letale mai registrato.
Anche l’Italia ha sperimentato episodi simili: nel luglio 2023, in Lombardia e Veneto, sono caduti chicchi di quasi 19 cm di diametro, tra i più grandi mai osservati in Europa. Un altro caso eccezionale si è verificato in Argentina nel 2018, quando nella città di Villa Carlos Paz è stato segnalato un chicco con una circonferenza di 23 cm, sebbene il diametro esatto non sia mai stato confermato ufficialmente.
Ma cosa rende possibile la formazione di grandine così gigantesca? Questo fenomeno avviene all’interno di temporali particolarmente intensi, dove correnti ascensionali molto forti sollevano e mantengono in sospensione i chicchi di ghiaccio, facendoli crescere strato dopo strato.
Più a lungo restano nella nube, più grandi diventano. Quando il loro peso supera la capacità delle correnti ascensionali di sostenerli, precipitano al suolo con una violenza impressionante.
Perché si sviluppino chicchi di dimensioni record, servono condizioni atmosferiche particolarmente favorevoli, tra cui correnti ascensionali superiori ai 160 km/h e un’elevata concentrazione di particelle di ghiaccio all’interno della nube.
Le conseguenze di questi eventi possono essere disastrose. Oltre ai danni alle abitazioni e ai veicoli, la grandine è stata responsabile di numerose vittime nel corso della storia. Nel 2002, in Cina, una tempesta ha colpito una regione densamente popolata, causando 25 morti e mettendo in difficoltà oltre 40.000 persone.
Un evento ancora più tragico risale al 1888, in India, dove una tempesta di grandine ha ucciso 246 persone e centinaia di animali. In Texas, nel 1995, un uomo è morto dopo essere stato colpito alla testa da un chicco di grandine particolarmente grande.
I climatologi avvertono che, con il cambiamento climatico, eventi meteorologici estremi come questi potrebbero diventare sempre più frequenti. Studi recenti indicano che la quantità di chicchi di grandine superiori ai 10 cm di diametro è già in aumento in molte regioni del mondo.
Alcune tecnologie, come la “semina delle nuvole” con ioduro d’argento, vengono sperimentate per cercare di ridurre la dimensione della grandine prima che raggiunga il suolo, ma i risultati sono ancora oggetto di dibattito.
La grandine non è solo un fenomeno atmosferico spettacolare, ma una vera e propria forza della natura in grado di cambiare il paesaggio in pochi minuti. Dalle tempeste letali del passato ai record più recenti, la sua potenza continua a sorprenderci e a ricordarci quanto il meteo possa essere imprevedibile. (METEOGIORNALE.IT)
