
(METEOGIORNALE.IT) L’Italia si prepara a vivere un periodo di forte instabilità meteo, con un’alternanza di perturbazioni intense e l’arrivo di aria fredda in grado di favorire il ritorno della neve a bassa quota. Dopo il primo episodio previsto tra il oggi 7 febbraio e domenica 9 febbraio, che porterà piogge abbondanti sulle regioni centro-meridionali e nevicate fino a quote collinari, localmente fino al piano, sul Nord-Ovest, i modelli meteorologici iniziano a confermare l’arrivo di un nuovo sistema perturbato.
Questa seconda ondata di maltempo invernale potrebbe risultare ancora più incisiva, con un mix tra umidità atlantica e aria gelida da est, capace di generare nevicate più diffuse.
Una nuova perturbazione pronta a colpire
L’inizio della nuova settimana sarà caratterizzato da un’ulteriore fase perturbata, che prenderà avvio già dalle prime ore di lunedì 10 febbraio. Un’area di bassa pressione si svilupperà tra la Costa Azzurra e il Mar Ligure, dando origine a una circolazione ciclonica particolarmente attiva.
Questa struttura depressionaria avrà un movimento piuttosto lento e sarà carica di umidità, creando le condizioni per precipitazioni persistenti per almeno due o tre giorni consecutivi. Contemporaneamente, l’aria fredda in discesa dall’Europa orientale continuerà a influenzare il Nord Italia, mantenendo le temperature rigide e favorendo il calo della quota neve fino a livelli pianeggianti.
Nevicate fino in pianura: le zone più colpite
Le possibilità di assistere a neve fino in pianura aumentano considerevolmente, soprattutto sulle regioni settentrionali. Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta saranno le prime a sperimentare l’arrivo dei fiocchi bianchi, ma con il passare delle ore la perturbazione si estenderà anche verso la Liguria centrale, l’Emilia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige.
Il momento critico potrebbe verificarsi nella giornata di martedì 11 febbraio, quando il sistema perturbato raggiungerà il suo massimo potenziale. Se le temperature dovessero rimanere al di sotto di determinate soglie, l’Italia settentrionale potrebbe assistere a un episodio nevoso di rilievo, con accumuli significativi anche sulle zone di pianura.
Tuttavia, trattandosi di una previsione a medio termine, sarà necessario monitorare con attenzione l’evoluzione delle correnti atmosferiche. Anche variazioni minime delle temperature potrebbero influenzare l’intensità e la distribuzione delle nevicate, trasformando la neve in pioggia mista o limitandola alle sole aree collinari.
Le incertezze della previsione e il ruolo dell’inverno
Prevedere con precisione la quota neve rimane una delle sfide più complesse della meteorologia invernale. Anche a poche ore dall’inizio dell’evento, minime variazioni nella disposizione delle masse d’aria possono determinare differenze sostanziali nelle precipitazioni.
Quel che è certo è che tra oggi e l’8 febbraio e poi tra il 10 e l’11 febbraio, l’Italia sarà protagonista di due episodi di maltempo invernale, che potrebbero portare la neve a quote molto basse. Il meteo invernale continua dunque a dimostrare la sua forza, allontanando per il momento ogni ipotesi di un arrivo anticipato della primavera. (METEOGIORNALE.IT)
