(METEOGIORNALE.IT) L’Amazzonia, una delle regioni più importanti per il clima globale, ha vissuto un 2024 segnato da incendi incontrollati e una siccità estrema che hanno devastato vaste aree di questa foresta pluviale. Questo ecosistema unico, fondamentale per contrastare il riscaldamento globale, è un serbatoio naturale di biossido di carbonio e ospita circa il 20% delle riserve di acqua dolce del pianeta, oltre a una straordinaria biodiversità con più di 16.000 specie di alberi.
Il ruolo dell’Amazzonia nella crisi climatica globale
L’Amazzonia, che si estende su otto paesi e un territorio, con una superficie pari al doppio dell’India, è da tempo al centro di dibattiti sul cambiamento climatico. Il suo degrado non solo accelera il riscaldamento globale, ma mette a rischio le comunità indigene che la abitano da secoli. Negli ultimi anni, le politiche di diversi governi hanno promosso lo sfruttamento delle risorse naturali, spesso ignorando le esigenze di sostenibilità e i diritti delle popolazioni locali. Questo ha portato a un preoccupante aumento dello sfruttamento illegale della foresta.
Allarme incendi e siccità
Nel 2024, gli effetti di El Niño hanno aggravato una situazione già critica, provocando una siccità estrema e intensificando gli incendi. Questi fenomeni hanno distrutto intere porzioni della foresta, mettendo a rischio la sua capacità di assorbire carbonio e minacciando numerose specie animali e vegetali. Andrew Miller, direttore per le advocacy presso Amazon Watch, ha dichiarato che gli eventi estremi di quest’anno potrebbero rappresentare un segnale di avvicinamento al temuto punto di non ritorno ecologico.
Segnali di speranza e progressi politici
Nonostante la situazione critica, ci sono stati alcuni sviluppi positivi nel 2024. In Brasile, sotto la presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva, il tasso di deforestazione è diminuito del 30,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello più basso degli ultimi nove anni. Questo risultato è in netto contrasto con il periodo del suo predecessore, durante il quale l’agrobusiness era stato favorito a discapito della conservazione delle foreste.
Anche in Colombia sono stati registrati progressi nel 2023, con una diminuzione storica della deforestazione grazie a politiche ambientali più rigorose. Tuttavia, nel 2024, il clima secco indotto da El Niño ha contribuito a un nuovo aumento della deforestazione, come segnalato dal ministro dell’Ambiente Susana Muhamad.
La voce dei popoli indigeni e le sfide future
Durante la conferenza annuale delle Nazioni Unite sulla biodiversità, un accordo cruciale ha garantito un maggiore coinvolgimento delle popolazioni indigene nella gestione delle risorse naturali. Questo passo è stato accolto con favore dagli ambientalisti, che sottolineano il ruolo centrale dei popoli indigeni nel preservare l’Amazzonia. Miller ha ribadito che la loro partecipazione è fondamentale per prevenire il superamento del punto di non ritorno ecologico. (METEOGIORNALE.IT)
