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Home A La notizia del giorno

Nevica anche su altri pianeti? La risposta potrebbe sorprenderti

Maria Trevisan di Maria Trevisan
14 Dic 2024 - 11:57
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Wiki Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Mentre nell’emisfero nord si attende con curiosità l’arrivo della neve natalizia, ci spingiamo ben oltre la nostra atmosfera per esplorare come e dove potrebbero formarsi fenomeni simili alla neve in altri luoghi del Sistema Solare e oltre. Da mondi rocciosi come Mercurio fino ai giganti gassosi e alle lune ghiacciate, scopriamo un’ampia varietà di “nevi” che vanno ben oltre l’acqua congelata che conosciamo sulla Terra.

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Mercurio e la Luna: l’assenza di atmosfera esclude la neve

Sia Mercurio che la Luna non possiedono un’atmosfera significativa, requisito essenziale per la formazione di neve. La loro superficie alterna temperature estreme: un calore intenso durante il giorno e un gelo pungente di notte. Anche in presenza di vapore acqueo, la mancanza di pressione atmosferica impedirebbe la formazione di cristalli di neve.

 

Venere: una “brina metallica” tra le nubi tossiche

Su Venere, l’atmosfera densa e le temperature proibitive (oltre i 460°C) rendono impossibile la formazione di neve d’acqua. Tuttavia, il pianeta presenta un fenomeno unico: i minerali di pirite vaporizzati si condensano sulle cime montuose, creando una sorta di “brina metallica”. Un processo che ricorda da lontano le nevicate terrestri, ma con materiali del tutto differenti.

 

Marte: neve di anidride carbonica e tracce di acqua congelata

Marte, il pianeta rosso, mostra tracce di ghiaccio ai poli, ben visibili con telescopi terrestri. La neve che cade durante l’inverno marziano è composta principalmente da anidride carbonica congelata, a causa dell’atmosfera formata per il 96% da CO₂. Questo fenomeno si verifica a temperature inferiori ai -78°C. Le sonde come il lander Phoenix hanno anche rilevato precipitazioni di neve d’acqua nell’alta atmosfera, seppur in quantità molto limitate.

 

Ceres e i vulcani di ghiaccio

Nella fascia degli asteroidi, il pianeta nano Ceres ospita vulcani ghiacciati che emettono materiale congelato, simile a una neve composta da acqua e altre sostanze volatili. Questi fenomeni potrebbero rappresentare una forma primitiva di precipitazione, legata all’attività criovulcanica.

 

Giove e Saturno: neve di ammoniaca e cristalli di ghiaccio

Nei giganti gassosi come Giove e Saturno, l’atmosfera densa è composta principalmente da ammoniaca, idrogeno e elio. Qui, le nubi ospitano cristalli di ghiaccio d’acqua, che potrebbero assomigliare a una forma esotica di nevicata.

Le lune di Saturno, come Encelado, offrono spettacoli unici: getti d’acqua ghiacciata emessi da fumarole creano uno scenario simile a una tempesta di neve perpetua, contribuendo alla formazione dell’anello E del pianeta.

 

Urano e Nettuno: nevicate di metano e diamanti

Su Urano e Nettuno, le nevi assumono una forma ancora più straordinaria. I cristalli di metano si nucleano attorno a particelle di aerosol, formando precipitazioni ghiacciate. Inoltre, si ipotizza che nelle profondità di questi pianeti possano formarsi veri e propri diamanti solidi, spinti verso il basso dalla pressione estrema.

 

Lune ghiacciate: nevicate permanenti e “neve subacquea”

Molte lune del Sistema Solare esterno sono ricoperte di ghiaccio permanente. Su Europa, una delle lune di Giove, la neve subacquea (frazil ice) si forma sotto la superficie glaciale e precipita nelle profondità oceaniche, un processo simile a quello osservato nei mari polari terrestri.

 

Plutone e oltre: il Natale bianco ai confini del Sistema Solare

Su Plutone, il ciclo stagionale è estremamente lungo, ma le osservazioni suggeriscono che tra il 2035 e il 2050 si potrebbero verificare nevicate di azoto congelato nell’emisfero sud. Questo gas, solidificandosi, ricopre il suolo con uno strato sottile di materiale ghiacciato.

 

Pianeti extrasolari: la neve come non l’abbiamo mai vista

Al di fuori del Sistema Solare, sugli esopianeti, si ipotizza l’esistenza di forme di neve del tutto sconosciute, composte da materiali esotici che riflettono la diversità chimica e fisica dell’universo. La ricerca futura potrebbe svelare mondi alieni ricoperti di cristalli di ghiaccio mai osservati prima, ampliando la nostra comprensione dei fenomeni atmosferici extraterrestri. (METEOGIORNALE.IT)

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