
(METEOGIORNALE.IT) Va orientandosi in modalità fredda questa stagione invernale stando agli ultimissimi riscontri dei modelli stagionali.
Il freddo, specie per la fase prossima che si avvia al clou stagionale, ossia verso gennaio, dovrebbe essere la norma ma, naturalmente, sappiamo benissimo che i cambiamenti climatici, in esasperazione da qualche decennio, hanno stravolto un po’ le tipicità stagionali canoniche.
L’atmosfera è diventata oltremodo caotica, dove accade di tutto e di più, tuttavia con un dato prevalente che è quello di caldo anomalo caratterizzante tutte le stagioni.
Dunque, farebbe certamente notizia un inverno “normalmente freddo”, in una serie piuttosto lunga di inverni miti su Europa e, ancora più, a scala mediterranea. Le premesse, in questo senso, sono buone.
Rileviamo, velocemente, intanto, che proprio in queste ore si sta ultimando una prima irruzione fredda della stagione verso i settori centrali del nostro bacino e su diverse regioni italiane, con diffuse e forti nevicate fino a bassa quota e con accumuli anche importanti, nell’ordine di decine di centimetri a partire dalle aree collinari, in particolare su quelle appenniniche del medio Adriatico, sui rilievi siciliani, ma anche sulle Alpi.
Nei prossimi giorni, verso fine anno, il tempo andrà progressivamente migliorando, grazie ad una ripresa dell’Alta Pressione, salvo possibili, ma non certi, ultimi strascichi più instabili e moderatamente freddi ancora una volta al Sud, tra domani e sabato 28.
Dunque, Anticiclone che dominerebbe la scena verso gli ultimi giorni del 2024 e ogni volta che esso sale in cattedra, spunta lo spettro di un’Alta persistente e ammazza inverno, come è accorso tantissime volte nelle ultime stagioni.
Sarà così anche quest’anno? Come abbiamo già anticipato, i dati stagionali sarebbero incoraggianti in chiave invernale.
Evitiamo di entrare troppo in tecnicismi, tuttavia ci sono indici stagionali che sostanzialmente ci possono indicare l’evoluzione di massima, appunto, di una stagione, e tutti quelli analizzati in riferimento a questo inverno, sono per una tendenza verso condizioni poco anticicloniche sul Mediterraneo centro orientale.
Di contro, le simulazioni prospettano ricorrenti posizionamenti meridiani dell’Alta Pressione a prevalente matrice atlantica, su Centro Ovest Europa, al più, su Ovest Mediterraneo.
Una tale prevalente collocazione della figura stabilizzante, per di più con assetti meridiani spiccati, asse Nord/Sud, predisporrebbe la circolazione a diverse incursioni di aria artica o anche artica-continentale verso l’altra parte del Mediterraneo, quella centro-orientale e anche verso l’Italia.
I dati deterministici nel medio-lungo, indicano un regime barico più stabilizzante fino alla fine dell’anno, con tempo in prevalenza asciuto, ma ancora molto freddo di notte e al mattino, con gelate diffuse su tutte le aree interne centro meridionali e sulle pianure del Nord.
Poi, a partire da Capodanno e per i primi 2/3 giorni dell’anno nuovo, l’Alta inizierebbe a cedere per infiltrazioni via via più umide oceaniche, frutto di una ondulazione nordatlantica verso l’Europa occidentale, con aumento di nubi e arrivo di locali piogge, dapprima su alto Tirreno, Levante Ligure, Nord Toscana, localmente sulle aree tirreniche centro meridionali e poi verso il resto del Centro.
Più nubi e locali precipitazioni anche su Alpi, con fiocchi a quote di media-bassa montagna.
La temperatura, specie da Capodanno, aumenterebbe ovunque, sebbene non in maniera eclatante.
Ma, dai giorni verso la Befana, potrebbero tornare sorprese più fredde. Per quella fase sul finire della prima settimana di Gennaio, infatti, le simulazioni matematiche prospettano un nuovo tentativo di blocco anticiclonico a Ovest e altre possibili discese di aria fredda polare o artica.
Magari l‘azione fredda sarebbe più orientata verso l’Est Europa e il Mediterraneo orientale, ma con possibile buon interessamento anche del Mediterraneo centrale e dell’Italia.
Trattandosi di una evoluzione a 10 e passa giorni, la tempistica circa un nuovo possibile stravolgimento barico verso un’azione più fredda invernale è molto aleatoria.
Ad ora i giorni intorno alla Befaba si porrebbero come quelli di inizio cambiamento, ma nulla esclude uno slittamento più in avanti del cambio di circolazione.
In ogni modo, le simulazioni matematiche anche per il prosieguo di gennaio, o almeno per tutta la seconda decade, sarebbero per una reiterata azione meridiana e più fredda per l’Italia o per parte di essa.
Ci riserviamo di vagliare quotidianamente questa tendenza e prospettare l’evoluzione di volta in volta aggiornata, nei nostri quotidiani editoriali sul lungo termine. (METEOGIORNALE.IT)
