
(METEOGIORNALE.IT) Tra gli indici climatici capaci di avere un impatto importante sul meteo invernale in Italia spicca anche la NAO, la cosiddetta Oscillazione Nord Atlantica. Si tratta di un pattern della circolazione atmosferica che ha un andamento ciclico ed localizzato nell’Oceano Atlantico settentrionale.
La NAO risulta caratterizzata dalla fluttuazione ciclica della differenza di pressione al livello del mare tra l’Islanda e le Azzorre. Si viene a creare attraverso il moto di oscillazione est-ovest della depressione d’Islanda e dell’anticiclone delle Azzorre, determina forza e direzione del flusso zonale occidentale.
Questa oscillazione si manifesta in due fasi, una positiva e una negativa, con conseguenze distinte a livello meteorologico e climatico. In questo articolo, ci concentreremo sulla fase negativa della NAO, tenendo conto che può favorire eventi di freddo inverno importante, in passato anche con nevicate da record.
Durante la fase negativa, sia il minimo subpolare (vicino all’Islanda) che il massimo subtropicale (presso le Azzorre) sono più deboli della media. Questa anomalia nella pressione atmosferica influisce sulla forza e sulla direzione delle correnti a getto atlantiche, che tendono a ridursi favorendo circolazioni antizonali.
Nelle ultime settimane la NAO si è assestata su livelli negativi e può essere un’avvisaglia della circolazione prevalente del prossimo Inverno. Non a caso, questo ed altri indici del clima stanno imprimendo uno schema che potrebbe favorire temperature sotto media a partire dalla fine della prima decade di Dicembre.
Perturbazioni e gelo intenso in rotta sul Mediterraneo
In queste situazioni, la rotta delle perturbazioni tende a spostarsi a latitudini più basse sul Mediterraneo, dove interagisce con discese d’aria fredda o gelida. Le precipitazioni in queste regioni tendono ad essere superiori alla media, diversamente dalle aree settentrionali dell’Europa.
L’impatto della NAO negativa si lega strettamente con il Vortice Polare e la Oscillazione Artica (AO). Quando la AO è anch’essa negativa, si verifica un’interazione tra queste due teleconnessioni climatiche. In tale scenario, l’aria fredda artica può spostarsi verso sud, raggiungendo l’Europa meridionale ed il Mediterraneo.
Questo movimento di masse d’aria fredda verso latitudini più basse può portare a notevoli episodi di maltempo e freddo, incluso nevicate abbondanti a quote basse, anche per periodi prolungati. In Italia, questi eventi climatici possono manifestarsi con fenomeni meteorologici estremi.
Il Febbraio 1986 ed il Febbraio 1999 sono due situazioni situazioni celebri nelle quali l’Italia ha sperimentato gelo e neve intensi, con il concorso della NAO e dell’AO negative. Nel 1986, Roma fu coperta da oltre 30 centimetri di neve nel centro storico, con quantità maggiori nei quartieri settentrionali e orientali della città.
Questi eventi eccezionali dimostrano come le fasi negative della NAO, in combinazione con altre teleconnessioni climatiche, possano portare a condizioni meteorologiche estreme. Le configurazioni che portano a questi eventi, tuttavia, sono piuttosto rare, specialmente quelle di intensità imponente. (METEOGIORNALE.IT)
