
(METEOGIORNALE.IT) Le previsioni meteorologiche per la seconda settimana di Gennaio 2025 indicano un possibile collasso del Vortice Polare (PV), fenomeno che potrebbe favorire l’arrivo di un ciclone di ghiaccio di origine siberiana, il temuto Buran. Questo evento atmosferico è associato a un drastico calo delle temperature e a nevicate anche a bassa quota. L’Europa potrebbe rivivere uno scenario simile a quello del 2018, con impatti significativi anche sull’Italia.
Dinamiche del Vortice Polare e rischio Buran
L’attuale stato del Vortice Polare, caratterizzato da una forte intensità, mostra segnali di instabilità. Le oscillazioni atmosferiche e oceaniche su larga scala, come la NAO (North Atlantic Oscillation) e la fase di La Niña, stanno contribuendo a una configurazione meteorologica estremamente dinamica. Un eventuale indebolimento del PV potrebbe causare l’allungamento del getto polare, permettendo a masse d’aria gelida provenienti dalla Siberia di spingersi verso l’Europa e, successivamente, sull’Italia.
Secondo i modelli di previsione, un blocco anticiclonico (BLO) in Atlantico, in prossimità del Regno Unito, potrebbe deviare le correnti occidentali e favorire l’ingresso di flussi gelidi da nord-est. Al contrario, se prevalesse un’onda ciclonica di rottura (-NAO), gli effetti del freddo si concentrerebbero maggiormente sull’Europa centrale, con un impatto meno marcato sulle regioni mediterranee.
Il Buran e le sue conseguenze in Italia
Il Buran, un vento gelido che si origina nelle steppe della Siberia, è noto per la sua capacità di abbassare drasticamente le temperature e portare neve su vaste aree. Nel 2018, il Burian causò condizioni meteorologiche estreme in Italia, con nevicate significative a Roma, Napoli e in molte altre città del Sud Italia. Le temperature scesero fino a 9°C sotto la media stagionale, creando disagi diffusi alle infrastrutture e al sistema energetico nazionale.
Se il Buran dovesse colpire di nuovo nel Gennaio 2025, le regioni più esposte sarebbero il Nord Italia e il Centro Italia, dove la combinazione di aria gelida e precipitazioni potrebbe portare neve anche a quote pianeggianti. Città come Milano, Bologna e Firenze potrebbero assistere a fenomeni nevosi significativi. Al Sud Italia, il freddo potrebbe spingersi fino alle aree interne montuose, mentre le Isole Maggiori, come la Sicilia e la Sardegna, risentirebbero di un calo termico meno marcato, con nevicate limitate alle alture.
Scenari meteorologici: 2018 e 2025 a confronto
Il Buran del 2018 fu innescato da uno Stratwarming, un improvviso riscaldamento stratosferico che destabilizzò il Vortice Polare e favorì la discesa di aria gelida verso le medie latitudini. Nel Gennaio 2025, le condizioni potrebbero essere simili o persino più severe, considerando l’attuale configurazione atmosferica dominata da La Niña e dalle oscillazioni oceaniche negative.
L’Europa, e in particolare l’Italia, potrebbero affrontare temperature eccezionalmente basse e nevicate diffuse. Gli effetti di un evento di questa portata includerebbero disagi ai trasporti, aumento della domanda energetica e difficoltà nella gestione delle emergenze meteorologiche.
Monitoraggio e preparazione
Gli enti meteorologici, tra cui il Centro Meteo Europeo e l’NOAA, stanno monitorando con attenzione l’evoluzione del Vortice Polare e delle oscillazioni atmosferiche. Le proiezioni di GFS ed ECMWF saranno fondamentali per confermare la traiettoria delle masse d’aria fredda.
La possibilità di un ritorno del Buran rappresenta una sfida per le infrastrutture e la pianificazione di emergenza. Gli eventi meteorologici estremi stanno diventando sempre più frequenti, richiedendo un’attenzione costante e l’adozione di misure preventive per minimizzare i danni.
In caso di conferma, il Gennaio 2025 potrebbe segnare una delle ondate di gelo più intense degli ultimi decenni, con nevicate e temperature rigide che interesseranno gran parte del continente europeo e dell’Italia. (METEOGIORNALE.IT)
