
(METEOGIORNALE.IT) Due scenari meteo climatici contrapposti, è evidente. Ma al momento, dopo aver analizzato le ultimissime proiezioni modellistiche, non possiamo escludere né l’una né l’altra ipotesi.
Per poter stabilire, con certezza, gli accadimenti post irruzione artica dovremo attendere che il vortice ciclonico mediterraneo – conseguenza dell’ingresso dell’aria fredda sui nostri mari – esaurisca la propria azione. Non solo, dovremo attendere che l’Alta Pressione vada a riposizionarsi sullo scacchiere europeo ma tale posizionamento dipenderà imprescindibilmente dalla vivacità dell’Oceano Atlantico.
Oceano Atlantico che a sua volta dipenderà dal Vortice Polare, ma qui dovremmo andare sul tecnico e vogliamo evitare di complicare ulteriormente lo scenario. Diciamo che il Vortice Polare, benché particolarmente vivace e in quanto tale capace di condizionare negativamente il tempo europeo (soprattutto alle nostre latitudini, dove in situazioni simili spesso e volentieri abbiamo l’Anticiclone Subtropicale), non sta riuscendo a imporre il proprio diktat.
Per quale motivo non sta riuscendo in quello che in gergo tecnico viene definito “condizionamento”? Perché la troposfera, ovvero lo strato d’atmosfera più vicina al suolo, è particolarmente reattiva e brilla – in questo momento – di luce propria. Questo “non allineamento atmosferico” potrebbe durare e potrebbe avere conseguenze di rilievo nel corso delle prossime settimane.
Conseguenze che potrebbero portare altro freddo, addirittura in qualche autorevole emissione modellistica abbiamo visto comparire un’ondata di gelo da est. Non freddo artico, badate bene, bensì aria gelida continentale. Ecco, uno scenario di questo tipo farebbe gridare all’evento e fidatevi, le possibilità che ciò accada ci sono.
Di contro, inutile nasconderlo, ci sono possibilità di netto miglioramento del tempo per consolidamento dell’Alta Pressione. Quest’ultima ipotesi, ovviamente, porterebbe stabilità atmosferica e un notevole rialzo termico, col clima che tornerebbe a farsi mite di giorno e freddo di notte. Freddo ma anche gelido, perché le inversioni termiche porterebbero gelate diffuse e anche lo sviluppo di densi banchi di nebbia.
Doveste chiederci, a questo punto, chi la spunterà? Dobbiamo essere onesti, difficile rispondere. Stiamo affrontando, vuoi o non vuoi, un periodo di transizione stagionale e in quanto tale potrebbe riservarci non pochi colpi di scena. Dovendo tuttavia provare a dare una risposta siamo sempre dell’avviso che anche la fase centrale di Dicembre, così come l’ultima parte, potrebbe regalarci momenti di grande dinamicità atmosferica all’interno della quale potrebbero rientrare ulteriori irruzioni fredde, se non gelide, ma anche qualche sprazzo di mite Anticiclone. (METEOGIORNALE.IT)
