
(METEOGIORNALE.IT) Per la prima volta, gli astronomi hanno individuato una possibile spiegazione per un particolare segnale radio ripetitivo rilevato due anni fa, ora osservato in diverse aree del cielo. Le recenti analisi indicano che queste emissioni provengono dalla direzione di una stella nana rossa, probabilmente in orbita attorno a una nana bianca. Si suppone che le interazioni tra i due oggetti celesti siano responsabili del fenomeno. Tuttavia, molto rimane ancora da scoprire riguardo a questa sorgente e ad altri segnali simili recentemente rilevati.
Grazie all’evoluzione dell’astronomia radiofonica, inizialmente limitata a osservazioni di piccole porzioni di cielo, nuovi strumenti hanno ampliato la capacità di rilevamento, portando alla scoperta di segnali misteriosi. Tra questi, i transienti radio a lungo periodo, identificati per la prima volta nel 2022 mediante i dati dell’Array Murchison Widefield (MWA). Questi transitori mostrano impulsi della durata di 30-60 secondi, ripetuti ogni 18,2 minuti, un comportamento che non rientra in nessuna categoria astrofisica conosciuta.
La professoressa Natasha Hurley-Walker del Centro Internazionale per la Ricerca Astronomica Radiofonica ha studiato il segnale individuato dal suo studente di dottorato, Tyrone O’Doherty. Sebbene le successive ricerche abbiano ampliato la comprensione del fenomeno, hanno anche complicato il quadro: tutti i transienti a lungo periodo presentano una forte polarizzazione, segno di campi magnetici intensi, ma si ripetono troppo lentamente per essere classificati come pulsar.
Un esempio significativo è stato recentemente identificato da Hurley-Walker, denominato GLEAM-X J0704−37, un oggetto che emette segnali con una periodicità ancora più lenta, circa 2,9 ore, da una regione al di fuori del piano galattico, dove è meno probabile la presenza di sorgenti confuse. Le osservazioni successive hanno confermato che la posizione del segnale corrisponde a una stella nana rossa di tipo M3, avente circa il 32% della massa del Sole.
Il telescopio MeerKAT, dotato di maggiore precisione rispetto all’MWA, ha ulteriormente confermato la presenza della nana rossa nella posizione prevista. Tuttavia, secondo Hurley-Walker, le nane rosse, pur essendo estremamente comuni nella Via Lattea, non possiedono da sole l’energia o i campi magnetici necessari per generare emissioni radio così potenti. Gli indizi suggeriscono che la nana rossa sia in orbita attorno a un oggetto invisibile, con un periodo di rivoluzione che coincide con le 2,9 ore osservate.
Le teorie attuali escludono la presenza di stelle neutroniche o buchi neri come compagni invisibili, lasciando come ipotesi più probabile una nana bianca. Tuttavia, anche in questo caso, una nana bianca non potrebbe emettere simili segnali radio senza interagire con del materiale circostante, rendendo il sistema ancora più enigmatico.
Sebbene le coppie composte da una nana rossa e una nana bianca siano relativamente comuni nella nostra galassia, non è ancora chiaro perché solo alcune di esse producano segnali radio di questo tipo. Rimane da comprendere se vi sia qualcosa di unico nei componenti del sistema GLEAM-X J0704−37 che consente tali fenomeni o se interazioni specifiche siano alla base di queste emissioni.
Hurley-Walker sottolinea l’importanza della collaborazione interdisciplinare tra specialisti provenienti da diversi campi della scienza per risolvere misteri complessi come quello rappresentato dal sistema GLEAM-X J0704−37, ponendo così le basi per una comprensione più approfondita di questi fenomeni unici. (METEOGIORNALE.IT)
