
(METEOGIORNALE.IT) Il ciclone Fengal ha colpito duramente India e Sri Lanka, causando gravi inondazioni e almeno 19 vittime. La regione di Puducherry in India ha registrato le precipitazioni più intense degli ultimi trent’anni, secondo i servizi meteorologici. Gli effetti devastanti del ciclone hanno evidenziato la vulnerabilità delle comunità costiere e la necessità di migliorare le misure di prevenzione.
Danni in India
Nella notte di sabato, il ciclone ha investito il Tamil Nadu con venti fino a 90 km/h, provocando inondazioni estese nella città di Chennai. Le strade si sono trasformate in fiumi e i voli sono stati sospesi temporaneamente. Le autorità hanno evacuato oltre 1.200 persone per il rischio di crolli, come confermato dal ministro K. Ponmudy. Tre persone sono morte a causa di elettrocuzioni, portando il bilancio delle vittime in India a quattro.
A Puducherry, l’intensità delle piogge ha messo in difficoltà le infrastrutture locali. L’esercito indiano ha coordinato le operazioni di soccorso, limitando l’impatto del ciclone rispetto alle previsioni iniziali. Tuttavia, i danni alle abitazioni e alle infrastrutture rimangono significativi.
Situazione critica in Sri Lanka
In Sri Lanka, le piogge torrenziali hanno causato la morte di 16 persone e colpito circa 138.000 famiglie. Le frane e le interruzioni di energia elettrica hanno devastato le aree più vulnerabili del paese, evidenziando la difficoltà di rispondere a fenomeni meteorologici così estremi.
Origine e impatto del ciclone
Il ciclone Fengal si è formato nel golfo di Bengala, una zona spesso soggetta a tempeste intense. Gli esperti attribuiscono parte della responsabilità al cambiamento climatico, che potrebbe amplificare la frequenza e l’intensità di questi eventi. La tragedia ricorda disastri passati, come il ciclone del 1999 in Odisha, che causò oltre 9000 morti. (METEOGIORNALE.IT)
