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Le prossime settimane si prospettano estremamente dinamiche per il clima italiano, con uno scontro tra masse d’aria fredda di origine artica e il consolidamento dell’Anticiclone sul Mediterraneo. Gli aggiornamenti meteo delineano due scenari principali, il primo votato al freddo dal 20 al 24 Novembre, il secondo al clima mite, dal 25 Novembre fino a fine mese.

Attualmente, una vasta area di bassa pressione di origine artica si sta consolidando nel Nord Europa, generando una circolazione ciclonica che potrebbe inviare flussi di aria fredda verso il cuore dell’Europa. Questa configurazione, tipica di novembre, avrà un impatto diretto anche sull’Italia, ma la robustezza dell’Anticiclone potrebbe smorzarla.

In ogni caso, almeno per qualche giorno l’aria fredda farà irruzione in Italia. Il Nord Italia e le zone interne montane del Centro Italia saranno le aree più colpite. La neve potrebbe fare la prima apparizione a quote basse al Nord Italia e fin sotto i 1000 metri al Centro. Al Sud Italia gli effetti di questa irruzione saranno più attenuati, ma comunque caratterizzati da una maggiore instabilità atmosferica, con temporali localizzati e raffiche di vento.

Questa fase fredda e perturbata segnerà un precoce assaggio d’inverno, ma durerà poco.

 

A partire dal 24 o 25 Novembre, l’Anticiclone subtropicale tornerà a fare la voce grossa sul Mediterraneo. L’Italia sperimenterà un nuovo periodo dal clima stabile e insolitamente mite. Le temperature, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali, potrebbero superare le medie stagionali, con massime che potrebbero superare nuovamente i 20°C. Le precipitazioni sararanno limitate o del tutto assenti. In Val Padana potrebbero tornare le inversioni termiche e le conseguenti nebbie. Questo scenario potrebbe prolungarsi fino alla fine del mese.

 

Novembre si conferma un mese di transizione cruciale, durante il quale il meteo oscilla tra irruzioni fredde e ritorni di alta pressione. Questa alternanza è determinata dalle interazioni complesse tra masse d’aria diverse.

Le dinamiche dei prossimi giorni saranno decisive per comprendere se l’evoluzione fin ad ora data come più probabile dai modelli matematici di previsione verrà confermata.

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