
(METEOGIORNALE.IT) La settimana in arrivo si prospetta decisamente più movimentata rispetto alla recente fase di stabilità atmosferica garantita dall’anticiclone. Un elemento saliente sarà l’afflusso di aria fredda in discesa dal Nord Europa, che favorirà un clima più rigido, soprattutto sulle regioni del Centro-Nord.
Questo cambiamento sarà percepito principalmente in quota, nelle zone collinari e montuose, dove, dopo molti giorni di temperature insolitamente miti, ci si aspetta un calo termico significativo. A differenza delle alture, le pianure (specie quelle settentrionali) hanno recentemente sperimentato un freddo umido dovuto al fenomeno dell’inversione termica, che ha mantenuto temperature più basse negli strati inferiori dell’atmosfera. Con l’arrivo della nuova settimana, però, l’aria fredda dovrebbe portare una sensazione diffusa di clima frizzante, scalfendo anche le aree che sono rimaste più protette dal freddo grazie alla stabilità anticiclonica.
Oltre all’aspetto termico, la situazione meteorologica si movimenterà anche per l’arrivo di condizioni instabili e perturbate su diverse aree della penisola. Tuttavia, al momento vi sono ancora molte incertezze su come si concretizzerà il maltempo, con i principali modelli meteorologici che forniscono scenari contrastanti. Tra le ipotesi più severe, il modello ECMWF prospetta la formazione di un vortice depressionario proprio a ridosso dell’Italia, alimentato dall’aria fredda proveniente da nord e aria più calda e umida in risalita da sud.
Questo vortice potrebbe innescare una fase di maltempo significativo tra il 12 e il 14/15 novembre, portando piogge intense, temporali, venti forti e un aumento del rischio di nubifragi, specialmente sulle regioni tirreniche. A questo si aggiungerebbero nevicate abbondanti sui rilievi appenninici, ma solo a quote elevate, confermando una perturbazione dal carattere tardo autunnale più che invernale, con temperature sì in calo, ma non particolarmente rigide.
L’ipotesi ECMWF resta tuttavia la più estrema, mentre altri modelli, come il GFS, prevedono un’evoluzione diversa e meno duratura, con il vortice instabile che abbandonerebbe l’Italia più rapidamente. Questa differenza di visioni tra i modelli rende necessario attendere ulteriori aggiornamenti nelle prossime 24-48 ore per avere una maggiore chiarezza su cosa aspettarci realmente. Solo con i prossimi aggiornamenti sarà possibile comprendere l’entità e la distribuzione di un eventuale peggioramento, e quali regioni saranno maggiormente esposte al rischio di criticità meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
