L’afflusso di aria fredda proveniente dai quadranti orientali, porterà un calo termico significativo, con picchi di temperatura che potranno toccare i -15°C nei fondovalle e altopiani superiori e scendere fino a -20°C a circa 2.000 metri di altitudine, in particolare nelle zone innevate.
La combinazione di diversi fattori contribuirà a questo raffreddamento eccezionale: cieli sereni, assenza di vento, dispersione del calore in un’atmosfera limpida, l’effetto riflettente della neve al suolo (albedo) e la natura continentale dell’aria in arrivo.
Anche nelle vallate inferiori delle Alpi, dove non si registreranno valori così estremi, le temperature scenderanno sotto lo zero. Le località più colpite dal freddo saranno quelle comprese tra la Valle d’Aosta, l’alta Lombardia, il Trentino-Alto Adige, l’alto Veneto e l’alto Friuli, con minime significative attese da Aosta a Bolzano, passando per Sondrio.
Nel resto del Paese, l’effetto del freddo sarà meno marcato. Nella Val Padana, i venti orientali porteranno una leggera nuvolosità nei bassi strati, contribuendo a mantenere le temperature notturne qualche grado sopra lo zero, senza però favorire la formazione di nebbia.
Ciò garantirà giornate fredde ma più asciutte rispetto alle tipiche condizioni umide della pianura. Gelate deboli sono attese lungo la dorsale Appenninica e nelle aree interne del Centro, mentre nelle pianure del Centro-Sud il freddo sarà meno intenso, pur segnando un netto cambio rispetto ai giorni precedenti.
L’evoluzione successiva di questa ondata fredda dipenderà dal comportamento del flusso perturbato atlantico. Se quest’ultimo dovesse dirigersi verso l’Italia, potrebbe innescare nuove precipitazioni, portando nevicate anche a bassa quota.
In caso contrario, il freddo intenso rimarrebbe un evento temporaneo e sarebbe seguito da un rialzo termico legato al ritorno dell’alta pressione. L’incertezza sull’evoluzione meteorologica invita a seguire gli aggiornamenti per comprendere meglio gli sviluppi meteo dei prossimi giorni.