Ma davvero un meteo con gelo come Gennaio 1985 potrebbe tornare? Cosa dice la Scienza
Nel gennaio 1985, l'Italia fu colpita da un'ondata di freddo straordinaria, un evento che rimane impresso come uno dei più rigidi nella storia

• Le cause dell’ondata di freddo del 1985
• L’evento del 1985 epotrebbe ripetersi?
• Gelo in Italia: un fenomeno complesso
• Le difficoltà di prevedere eventi estremi di gelo
Nel gennaio 1985 , l’ Italia fu colpita da un’ondata di freddo straordinaria, un evento che rimane impresso come uno dei più rigidi nella storia meteo del Paese. Questo episodio di gelo si caratterizzò per temperature eccezionalmente basse, in particolare nel Nord Italia , dove furono stabiliti record storici .
Non va dimenticato, però, che altri eventi simili si sono verificati nel passato . Tra i più significativi possiamo citare quello del febbraio 1956 e quello di gennaio-febbraio 1929 . Tuttavia, episodi così prolungati, come quello del 1985, restano rari. Di norma, un’ondata di freddo proveniente dalle aree siberiane non supera la durata di una settimana, sebbene i suoi effetti possano protrarsi per diversi giorni, specie in zone caratterizzate da inversioni termiche, come la Pianura Padana , dove si formano cuscinetti di aria gelida.
La temperatura più bassa durante l’ondata di gelo del 1985 fu registrata il 13 gennaio a San Pietro Capofiume , frazione di Molinella , in provincia di Bologna . Qui, il termometro segnò un impressionante -28,8°C. Questo dato, pur non ufficiale, fu rilevato da un appassionato di meteorologia seguendo i protocolli del WMO (World Meteorological Organization) e rimane uno dei valori più bassi documentati in Italia . Anche altre stazioni meteorologiche, ufficiali e non, rilevarono temperature vicine ai -20°C, soprattutto nelle vallate marchigiane e in altre zone di bassa quota. Tuttavia, molti di questi dati storici non sono più facilmente reperibili, rendendo difficile una ricostruzione puntuale degli eventi.
Le cause dell’ondata di freddo del 1985
L’evento fu determinato da una vasta irruzione di aria artica e siberiana , che interessò non solo l’ Italia , ma anche gran parte dell’ Europa e del Mediterraneo . Le condizioni di gelo furono amplificate da cieli sereni e forti inversioni termiche tipiche delle pianure italiane in inverno, oltre che dalla presenza di terreni innevati. Quest’ultimo elemento accentuò il raffreddamento a causa del fenomeno noto come albedo .
L’ albedo è un parametro che misura la capacità di una superficie di riflettere la luce solare . Le superfici innevate, di colore bianco e altamente riflettenti, presentano un albedo molto elevato, spesso superiore al 90%. Questo significa che la maggior parte della radiazione solare viene riflessa, anziché essere assorbita e trasformata in calore. Di conseguenza, le aree innevate mantengono temperature molto basse , contribuendo al raffreddamento locale.
L’effetto albedo ha anche un impatto rilevante a livello globale , soprattutto in aree come la Siberia o le regioni polari e sub-polari innevate , dove questo fenomeno contribuisce a influenzare il clima generale.
Un evento simile al gennaio 1985 potrebbe verificarsi nuovamente, ma richiederebbe una combinazione molto particolare di fattori atmosferici, climatici e locali, rendendo tali episodi estremamente rari nel contesto attuale di riscaldamento globale .
La presenza di un elevato albedo , unita all’aria gelida di origine siberiana, contribuì a un raffreddamento estremo , particolarmente accentuato nelle zone rurali e in quelle lontane dai centri urbani, dove l’effetto “isola di calore” è quasi inesistente.
Durante quei giorni, oltre al drammatico crollo delle temperature , si verificarono abbondanti nevicate che interessarono molte regioni italiane, aggravando una situazione già compromessa dal gelo. Nel Nord Italia , tuttavia, le condizioni atmosferiche rimasero generalmente stabili , favorendo un ulteriore abbassamento delle temperature, soprattutto durante le ore notturne. Situazioni analoghe si registrarono in Toscana , dove in diverse località si registrarono valori inferiori ai -20°C. Ad esempio, la stazione meteorologica ufficiale di Peretola , a Firenze , rilevò un valore di -23°C , naturalmente al di fuori del centro abitato. Questo dato, che inizialmente suscitò dubbi, fu successivamente confermato grazie a confronti con altre stazioni meteorologiche delle pianure toscane che riportarono valori simili.
L’evento del 1985 epotrebbe ripetersi?
L’ondata di gelo del gennaio 1985 rimane un esempio emblematico di freddo intenso , che mise a dura prova infrastrutture, agricoltura e la quotidianità della popolazione. La domanda se in futuro eventi simili possano verificarsi rimane aperta e senza risposte certe. Il contesto attuale è infatti caratterizzato da un aumento globale delle temperature . Secondo le proiezioni, il 2024 potrebbe chiudersi con un valore di circa +1,5°C rispetto alla media del periodo preindustriale, evidenziando un trend preoccupante di cambiamenti climatici .
Gli scienziati ritengono tuttavia che, in una fase iniziale , proprio l’aumento delle temperature globali potrebbe innescare ondate isolate di gelo estremo. Negli ultimi anni si sono verificati eventi eccezionali in varie aree del mondo: gli Stati Uniti , ad esempio, hanno registrato ripetutamente temperature record; in Spagna , Grecia e Scandinavia si sono osservate condizioni di freddo senza precedenti; a Mosca , in Russia , dopo decenni è stato raggiunto il limite dei -30°C . Anche in Cina e in alcune nazioni dell’emisfero australe si sono verificati eventi simili, sempre in un contesto di incremento generale delle temperature medie.
Gelo in Italia: un fenomeno complesso
La possibilità di future ondate di freddo estremo in Italia non contraddice il fenomeno del riscaldamento globale , ma ne rappresenta una conseguenza indiretta come dimostrato da molte pubblicazioni scientifiche. Ad esempio, nel 2012 si verificò un’ondata di gelo significativa , con temperature che scesero fino a -15°C in Pianura Padana . Tuttavia, rispetto al 1985, il contesto meteorologico era diverso: più turbolento e meno favorevole a inversioni termiche durature , necessarie per temperature particolarmente basse. Nonostante ciò, in alcune zone del sud-ovest della Val Padana, come la provincia di Cuneo , si registrarono punte di -20°C.
In Italia, i picchi di freddo più intensi in pianura si verificano in condizioni di calma di vento , cieli sereni e terreni innevati, condizioni che favoriscono la formazione di cuscinetti gelidi. Al contrario, in altre parti del mondo, come la Siberia , il Canada o alcune regioni degli Stati Uniti , il gelo estremo si manifesta spesso in concomitanza con tormente di neve e venti fortissimi.
Inoltre, il freddo in Italia è parzialmente attenuato dalla protezione dell’ arco alpino e dall’ influenza moderatrice dei mari , in particolare il Mar Mediterraneo . Questo rende il nostro Paese meno soggetto a ondate di gelo estremo rispetto ad altre nazioni con climi continentali.
L’ipotesi di una possibile replica del gelo del 1985 rimane appunto solo un’ipotesi basata sull’osservazione di eventi meteo estremi registrati in altre aree del Pianeta , dove sono stati stabiliti nuovi record di temperatura . Record di freddo però in largo numero inferiori a quelli di caldo che ripetutamente raggiungiamo.
Tuttavia, le condizioni meteorologiche di quell’anno sarebbero oggi profondamente diverse per l’ Italia . Negli ultimi dieci anni, infatti, non si sono verificate ondate di gelo estreme a livello nazionale, ma solo episodi isolati che hanno coinvolto singole località, senza raggiungere la portata di eventi analoghi verificatisi ad esempio in Spagna o Grecia .
Nonostante ciò, la possibilità che prima o poi l’Italia possa essere colpita direttamente da un’ondata di gelo significativo non è da escludere , considerando -però – che questi fenomeni si presentano in maniera sempre più isolata rispetto al passato. Un esempio recente è l’ondata di freddo eccezionale dell’ inverno 2018 , soprannominata “la bestia dell’est “, appellativo dato nelle Isole Britanniche , portando nevicate, temperature rigide e condizioni meteo estreme. Questo episodio si verificò a fine stagione invernale , dimostrando come tali eventi possano manifestarsi anche in periodi insolitamente tardivi.
Un confronto storico può essere fatto con il marzo 1987 , quando il Burian , proveniente dalla Russia , raggiunse l’ Italia , determinando temperature insolitamente basse per il periodo e nevicate significative , soprattutto lungo il settore adriatico e in Puglia , dove si registrarono i massimi accumuli di neve.
Le difficoltà di prevedere eventi estremi di gelo
Gli eventi meteo estremi di freddo , come dimostrato, sono difficili da prevedere con largo anticipo . Sebbene si siano verificati anche in anni recenti nonostante il contesto di cambiamento climatico , la ripetizione di estremi paragonabili al gelo del 1985 richiederebbe una serie di coincidenze meteorologiche straordinarie.
Le attuali previsioni meteorologiche hanno una validità massima di circa cinque giorni per fornire un quadro affidabile ; oltre tale limite, si entra nel campo delle tendenze generali , prive di certezza. Per questo motivo, la possibilità di identificare con largo anticipo un evento di gelo eccezionale rimane improbabile, rendendo tali fenomeni tanto più imprevedibili quanto più intensi.
In conclusione, il ritorno di ondate di gelo simili al passato non è impossibile , ovviamente molto dilatati nel tempo, ma richiederebbe una combinazione di fattori oggi sempre meno frequenti , considerando il progressivo riscaldamento globale e le modifiche alle dinamiche atmosferiche che esso comporta.
