
(METEOGIORNALE.IT) La percezione del tempo sembra accelerare con l’avanzare dell’età, una sensazione che molte persone anziane condividono, notando come i momenti che da giovani sembravano interminabili, come le estati, oggi sembrano scorrere rapidamente. Ma quali spiegazioni scientifiche ci sono dietro a questa esperienza?
Una delle teorie principali riguarda il modo in cui il cervello elabora le informazioni nuove. Negli anni ’60, lo psicologo Robert Ornstein ha condotto studi che hanno dimostrato come la percezione del tempo sia influenzata dalla quantità di stimoli nuovi che processiamo. In uno dei suoi esperimenti, ai partecipanti venivano mostrati diagrammi con vari livelli di interesse, e successivamente veniva chiesto loro di stimare quanto tempo fosse trascorso. I risultati mostravano che i diagrammi più stimolanti sembravano durare più a lungo rispetto a quelli meno interessanti.
In un altro esperimento, i partecipanti ascoltavano audio contenenti suoni variabili. Anche qui, più numerosi erano i suoni presentati (ad esempio, un maggior numero di clic), più lungo sembrava durare l’esperimento.
Queste osservazioni suggeriscono una correlazione tra età e familiarità con l’ambiente. Man mano che cresciamo e diventiamo più familiari con il mondo che ci circonda, tendiamo a prestare meno attenzione ai dettagli. Questo è molto diverso dai bambini, per cui tutto è nuovo e richiede una significativa elaborazione mentale. Il Dr. Christian Yates della University of Bath spiega che questo potrebbe essere il motivo per cui il tempo sembra scorrere più lentamente per i bambini rispetto agli adulti, i quali vivono in una routine quotidiana ben consolidata.
Un’altra teoria è stata proposta nel 2019 da Adrian Bejan della Duke University. Secondo Bejan, con l’avanzare dell’età, la velocità con cui il cervello elabora le immagini rallenta a causa della complessità crescente dei nervi e dei neuroni. Di conseguenza, ciò influenza la percezione temporale: quando siamo giovani, riceviamo più immagini al giorno, mentre con l’invecchiamento questo processo rallenta.
Un ulteriore fattore riguarda la proporzione che il tempo rappresenta rispetto alla nostra vita complessiva. Per esempio, un anno per un bambino di dieci anni rappresenta il 10% della sua vita, mentre per una persona di 75 anni costituisce una porzione molto più piccola. Questo potrebbe spiegare perché i giovani percepiscono il tempo in modo più lento rispetto agli adulti.
Inoltre, i ricercatori Muireann Irish e Claire O’Callaghan sottolineano il ruolo cruciale della memoria nella nostra percezione del tempo. La riflessione sui nostri ricordi passati ci aiuta a dare una continuità alla nostra esistenza attraverso il tempo, influenzando così il modo in cui percepiamo il trascorrere dei momenti.
Anche se queste teorie offrono spunti interessanti, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno il fenomeno della percezione del tempo e il motivo per cui sembra accelerare con l’età. (METEOGIORNALE.IT)
