
(METEOGIORNALE.IT) Un Cubesat standard pesa circa 2 chilogrammi, ma esistono modelli ancora più piccoli, fino a mezzo chilogrammo, così come versioni più grandi, fino a quattro volte il formato base. La loro leggerezza e agilità consentono lo sviluppo rapido e meno costoso rispetto ai satelliti tradizionali, rendendo il Cubesat uno strumento fondamentale per esplorare e monitorare lo spazio in maniera efficace e frequente.
Secondo il Dr. Maosheng Xiang, professore di ingegneria elettrica e informatica, i Cubesat rappresentano una via più accessibile per raggiungere nuovi obiettivi nello spazio, riducendo significativamente i costi di lancio e produzione. Al contrario dei grandi satelliti che devono trasportare numerosi strumenti, i Cubesat si concentrano su missioni specifiche, come la scoperta di esopianeti o la misurazione delle dimensioni di un asteroide.
Il vantaggio economico dei Cubesat è evidente: missioni come quella realizzata da un team studentesco della Brown University, che ha costruito un satellite in appena 18 mesi per meno di $10.000 (circa €9.000), mostrano come questi dispositivi possano essere creati rapidamente e a basso costo. Questo Cubesat, grande quanto una pagnotta, è stato progettato per studiare il crescente problema dei detriti spaziali ed è stato lanciato con successo da un razzo SpaceX nel maggio 2022.
La riduzione dei costi e dei tempi di sviluppo consente anche missioni più frequenti, aumentando il ritmo delle scoperte e delle esplorazioni. A differenza dei satelliti più grandi, i Cubesat non viaggiano autonomamente, ma vengono trasportati come parte del carico di veicoli spaziali più grandi. Una volta nello spazio, completano le loro missioni e, alla fine del loro ciclo, bruciano nell’atmosfera durante il rientro.
Gli studi spaziali stanno attraversando una fase di cambiamento rapido, con Cubesat che diventano fondamentali nella ricerca di spazi inesplorati. La NASA, ad esempio, ha lanciato dieci Cubesat nella missione Artemis I nel 2022, con l’obiettivo di mappare la presenza di acqua sulla Luna, un’informazione cruciale per le future missioni e per la possibile colonizzazione del satellite. Questi satelliti, con un costo totale di $13 milioni (circa €12 milioni), hanno reso possibile una ricerca avanzata senza gli elevati costi dei satelliti più grandi.
Un altro esempio è il Jet Propulsion Laboratory della NASA, che nel 2017 ha lanciato ASTERIA, un Cubesat che ha osservato Janssen, un esopianeta distante 41 anni luce dalla Terra, dimostrando che anche piccoli strumenti possono svolgere compiti avanzati come la ricerca di pianeti al di fuori del nostro sistema solare.
In definitiva, i Cubesat stanno ridefinendo l’esplorazione spaziale. La loro economicità e versatilità permettono a scienziati, aziende e università di partecipare attivamente alla ricerca spaziale, esplorando il cosmo con costi e rischi ridotti, aprendo così una nuova era nell’astronomia e nell’esplorazione interplanetaria. (METEOGIORNALE.IT)
