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Imprevedibilità coglie di sorpresa il maggior Centro Meteo mondiale. Mai avvenuto prima

Meteo: l'uragano Helene mette offline il principale centro dati climatico degli Stati Uniti. Vulnerabilità che non deve più ripetersi.

Federico Russo di Federico Russo
02 Ott 2024 - 07:35
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Cambiamento climatico, Cronaca Meteo
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Un tornado distruttivo che attraversa la città causando il caos (immagine ottenuta con l’ausilio dell’intelligenza artificiale).

 

(METEOGIORNALE.IT) L’uragano Helene, con le sue piogge estreme e le sue inondazioni devastanti, ha causato l’interruzione del principale centro di raccolta dati climatici degli Stati Uniti, compromettendo il monitoraggio delle condizioni meteorologiche globali, inclusi gli eventi di clima estremo.

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Meteo, perché prevederlo è così difficile ma indispensabile

L’importanza di questo evento risiede nel fatto che il National Centers for Environmental Information (NCEI) è responsabile dell’aggiornamento della lista di eventi meteorologici e climatici estremi di valore miliardario della NOAA, che include tempeste, uragani e altri fenomeni atmosferici rilevanti per l’economia e la sicurezza del Paese.

 

Secondo le informazioni rilasciate dalla NOAA, l’edificio del NCEI ad Asheville, in North Carolina, ha attualmente elettricità, ma manca di acqua corrente e non potrà essere pienamente operativo fino a quando i servizi non saranno ripristinati. Il danno alla connessione di rete, inoltre, sta ostacolando gravemente le operazioni di monitoraggio e aggiornamento dei dati climatici, con un’interruzione prevista di alcuni giorni.

I meteorologi e gli scienziati climatici del NCEI stanno innanzitutto lavorando per garantire la sicurezza dei loro colleghi a seguito dell’evento catastrofico, cercando di superare le difficoltà causate dalla mancanza di connessioni telefoniche e internet. Nonostante molti membri del personale siano fisicamente al sicuro, molti sono ancora senza elettricità, acqua o mezzi di comunicazione stabili.

 

La devastazione lasciata da Helene in sei Stati americani

L’uragano Helene, che ha toccato terra in Florida come tempesta di categoria 4 la scorsa settimana, ha provocato una scia di distruzione attraverso cinque stati del sud-est degli Stati Uniti, con piogge torrenziali e venti estremi. Le autorità stanno ancora cercando di far fronte ai danni estesi in molte regioni.

Secondo i dati più recenti, confermati martedì, sono almeno 57 le vittime in North Carolina, mentre in Georgia il numero dei decessi è salito da 17 a 25. Complessivamente, il bilancio delle vittime causate dall’uragano Helene ha superato i 166 morti (dato destinato a peggiorare), colpendo duramente anche altri Stati come South Carolina, Virginia, Alabama, e Tennessee.

Nelle aree più colpite, come Old Fort, in North Carolina, i danni sono stati “inimmaginabili”, con strade allagate, ponti crollati, e veicoli danneggiati. Anche le infrastrutture critiche, come le linee elettriche e gli acquedotti, hanno subito danni significativi, complicando ulteriormente le operazioni di soccorso.

 

Le previsioni e il possibile impatto futuro

Le conseguenze meteorologiche di eventi estremi come Helene evidenziano l’importanza della raccolta e dell’analisi dei dati climatici. L’interruzione del centro NCEI rappresenta un ostacolo critico, dato che la NOAA monitora e analizza eventi di meteo estremo su scala globale, fornendo informazioni vitali per la sicurezza pubblica e la preparazione alle catastrofi.

Gli esperti di meteorologia prevedono che fenomeni di questo tipo diventeranno sempre più frequenti e intensi, in parte a causa dei cambiamenti climatici globali. Helene, come altri recenti uragani, ha mostrato un incremento delle precipitazioni e dei venti a causa delle temperature più elevate dell’oceano e delle condizioni atmosferiche favorevoli alla formazione di tempeste di grande potenza.

L’uragano Helene rappresenta un nuovo esempio di quanto il meteo estremo possa devastare intere regioni, mettendo a rischio vite umane e provocando ingenti danni economici. (METEOGIORNALE.IT)

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