Una recente ricerca suggerisce che l’atmosfera di Marte, un tempo densa e in grado di sostenere acqua liquida, potrebbe essere stata assorbita dai minerali argillosi presenti nel suolo del Pianeta Rosso oltre 3 miliardi di anni fa. Questa ipotesi potrebbe spiegare come Marte sia diventato un pianeta arido e ostile, così diverso dalla Terra, perdendo potenzialmente la sua capacità di ospitare la vita.
Gli scienziati sanno che Marte, nel passato, non era il paesaggio desolato che oggi conosciamo. I rover Perseverance e Curiosity della NASA hanno trovato prove che indicano la presenza di abbondante acqua sul pianeta nelle sue fasi iniziali, circa 4,6 miliardi di anni fa. Tuttavia, per mantenere l’acqua allo stato liquido, Marte doveva possedere un’atmosfera che impedisse il congelamento. La domanda che ha affascinato i ricercatori per decenni è: dove è finita quest’atmosfera?
Un team di ricercatori ha recentemente proposto una spiegazione, basandosi su indagini effettuate direttamente dalle tracce lasciate dai rover su Marte. Secondo uno studio pubblicato su Science Advances, l’acqua presente su Marte potrebbe aver reagito con particolari tipi di roccia, assorbendo anidride carbonica (CO₂) dall’atmosfera e intrappolandola nei suoli argillosi, trasformandola in metano.
Oliver Jagoutz, professore di geologia presso il MIT, ha spiegato che, basandosi su processi simili osservati sulla Terra, enormi quantità di CO₂ atmosferica su Marte potrebbero essere state sequestrate nei minerali argillosi, in particolare negli smectiti, rocce che intrappolano il carbonio per miliardi di anni. Questo metano intrappolato potrebbe ancora essere presente e, secondo gli scienziati, potrebbe rappresentare una risorsa energetica futura per le missioni su Marte.
Gli smectiti sono minerali particolarmente efficienti nell’intrappolare il carbonio, grazie alla loro struttura “pieghevole” che permette di trattenere le molecole per lunghissimi periodi. Sulla Terra, questi minerali si sono formati grazie ai movimenti delle placche tettoniche, che hanno portato alla loro formazione e al raffreddamento del nostro pianeta attraverso l’assorbimento di CO₂.
La scoperta di minerali simili sulla superficie di Marte ha sollevato una domanda cruciale: se Marte non ha un’attività tettonica significativa, come si sono formati questi smectiti? I ricercatori hanno trovato una risposta osservando le rocce ultramafiche, presenti nella crosta marziana, che sono note per produrre smectiti quando vengono alterate dall’acqua. Questo processo, che coinvolge un minerale chiamato olivina, porta alla formazione di un altro minerale, il serpentino, durante il quale vengono prodotti anche gli smectiti.
La teoria proposta da Jagoutz e il suo team offre una possibile spiegazione su come Marte abbia perso la sua atmosfera: reazioni geochimiche lente e complesse, avvenute nel corso di miliardi di anni, potrebbero aver assorbito gran parte della CO₂ marziana, trasformandola in metano e intrappolandola nei suoli argillosi.
Questa scoperta apre nuove prospettive per comprendere le dinamiche interne ed esterne dei pianeti, suggerendo che processi geochimici complessi possono aver avuto un ruolo significativo nel trasformare Marte in un pianeta arido, mentre la Terra ha mantenuto la sua atmosfera e capacità di sostenere la vita.