I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Journal of the American Geriatrics Society sotto il titolo “Anxiety Disorders, Benzodiazepine Prescription and Incident Dementia”. I benzodiazepinici sono farmaci comunemente utilizzati per mitigare i sintomi dell’ansia attraverso la riduzione dell’attività cerebrale, favorendo così il rilassamento mentale e fisico. Tra i più noti si annoverano Alprazolam (Xanax), Diazepam (Valium) e Lorazepam (Ativan).
Il Dr. Jay A. Brieler, professore associato di medicina familiare e comunitaria alla SLU ed autore principale dello studio, insieme al Dr. Jeffrey Scherrer, professore di medicina familiare e comunitaria nonché membro dell’AHEAD Institute come autore senior dello studio hanno analizzato dati sanitari retrospettivi relativi a 72.496 pazienti dal 2014 al 2021.
Questi dati provengono dal Virtual Data Warehouse (VDW) gestito dall’AHEAD Research Institute della Saint Louis University che include informazioni cliniche raccolte dal primo gennaio 2008 in contesti ambulatoriali accademici e non accademici nel Midwest degli Stati Uniti.
L’analisi ha incluso pazienti con età pari o superiore ai 65 anni che avevano avuto incontri clinici prima e dopo la data indice senza diagnosi preesistenti di demenza nei due anni precedenti alla data indice stessa.
I risultati hanno mostrato che l’ansia era associata ad un aumento del rischio del 19% nell’incidenza della demenza indipendentemente dall’uso prolungato dei benzodiazepinici; mentre l’utilizzo prolungato dei benzodiazepinici era collegato ad un incremento del rischio del 28%. L’utilizzo continuativo dei benzodiazepinici tra coloro affetti da disturbo d’ansia non ha mostrato né riduzione né aumento nel rischio di sviluppare demenza.
Il ruolo controverso dei benzodiazepinici rimane oggetto di discussione: sebbene siano efficaci nel trattamento immediato dell’ansia negli anziani, il loro impiego è stato associato a effetti collaterali quali deficit cognitivo temporaneo, cadute e fratture.
In conclusione gli autori suggeriscono ulteriori studi per determinare se le associazioni con la demenza variano anche con altri farmaci utilizzati per trattare l’ansia.