
(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi mesi, il Mediterraneo ha registrato un preoccupante aumento delle temperature superficiali, raggiungendo livelli mai osservati in precedenza. Il 10 agosto, la temperatura media superficiale di quest’area vasta ha toccato i 28,15°C, stabilendo un nuovo record storico secondo le rilevazioni iniziate nel 1982. Questo incremento rappresenta un trend senza precedenti, evidenziando un riscaldamento accelerato del Mediterraneo.
Un caso particolarmente significativo è quello delle acque attorno alla boya de Dragonera, nelle Isole Baleari, dove la temperatura ha raggiunto un picco di 31,87°C, superando ogni precedente registrazione. Questo dato non è isolato, ma rientra in una tendenza più ampia: secondo il Centro de Estudios Ambientales del Mediterráneo (CEAM), 18 dei 20 valori più elevati sono stati registrati tra il 2023 e il 2024.
Il riscaldamento del Mediterraneo non è uniforme. Alcune aree, come le coste della Francia e dell’Italia, hanno visto aumenti di temperatura fino a +5°C rispetto alla media storica. Questo riscaldamento estremo emerge chiaramente se si confrontano i dati attuali con quelli del periodo 1982-2015, dimostrando che gran parte del Mediterraneo è oggi molto più calda del normale.
Le previsioni indicano che le temperature rimarranno elevate, specialmente nel Mediterraneo centrale e orientale. Si prevede che le acque vicine a paesi come Turchia, Egitto, Libia, il sud della Grecia e l’Italia possano raggiungere valori compresi tra 28°C e 32°C. Anche le coste spagnole non sono esenti da questo fenomeno, con temperature previste tra i 26°C e i 28°C.
Questo aumento delle temperature è significativo, poiché il Mediterraneo si sta riscaldando circa il 20% più velocemente rispetto alla media globale degli oceani e dei mari. Questo fenomeno potrebbe portare a una tropicalizzazione del Mediterraneo, con ripercussioni non solo sull’ecosistema marino, ma anche sui modelli meteorologici della regione. Il riscaldamento delle acque potrebbe infatti influenzare direttamente fenomeni meteorologici estremi, modificando le condizioni atmosferiche in modi critici per l’ambiente e per le popolazioni che vivono lungo le coste.
