
(METEOGIORNALE.IT) Un recente studio condotto da Athira Menon, ricercatrice presso l’IAC, e un team internazionale di astrofisici, ha portato nuove comprensioni su come queste stelle si formano. La ricerca ha simulato i merger di sistemi binari massicci e analizzato un campione di 59 supergiganti blu di tipo B nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea.
I risultati dello studio indicano che molte supergiganti blu si formano dalla fusione di un sistema binario composto da una gigante rossa e una stella compagna più piccola. Queste unioni spiegano non solo la presenza di queste stelle in quello che viene definito un ‘gap evolutivo‘, ma anche le loro peculiari proprietà superficiali.
Durante il processo di fusione, si verifica un’intensa interazione e miscelazione delle materie stellari, risultando in stelle che mostrano un’arricchita composizione superficiale di azoto ed elio. Questo fenomeno è stato osservato in una grande frazione del campione analizzato e suggerisce che i merger potrebbero essere il principale meccanismo di formazione delle supergiganti blu.
Artemio Herrero, coautore dello studio e ricercatore presso l’IAC, sottolinea che i risultati ottenuti spiegano la presenza di queste stelle in una fase della loro evoluzione in cui tradizionalmente non ci si aspetterebbe di trovarle, secondo la fisica stellare classica.
Danny Lennon, un altro ricercatore dell’IAC coinvolto nello studio, evidenzia come i modelli di stelle nate da questi merger abbiano maggiore successo nel riprodurre la composizione superficiale osservata rispetto ai modelli stellari convenzionali. Questo indica che i merger sono probabilmente il canale dominante per la produzione di supergiganti blu.
Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione della formazione delle supergiganti blu e sottolinea il ruolo cruciale delle unioni stellari nella morfologia delle galassie e nelle loro popolazioni stellari. La ricerca futura si concentrerà su come queste supergiganti blu esplodano e contribuiscano al panorama dei buchi neri e delle stelle di neutroni. (METEOGIORNALE.IT)
