Un viaggio nella storia dell’astronomia: l’archivio storico dell’Osservatorio di Brera
(METEOGIORNALE.IT) Recentemente è stato reso disponibile online il nuovo inventario dell’archivio storico dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Brera, frutto di un meticoloso lavoro di riordino e catalogazione durato decenni. Questo progetto è stato realizzato grazie all’impegno di Agnese Mandrino e Raffaella Gobbo, con il supporto di professionisti nel campo dell’informatica, della storia della scienza e dell’astronomia.
L’inventario rappresenta uno strumento fondamentale per navigare tra i più di 1400 fascicoli e registri conservati, permettendo agli studiosi di avviare ricerche approfondite e di percorrere le tappe storiche dell’Osservatorio e del contesto sociale in cui era inserito.
L’Osservatorio di Brera si distinse nel 1987 come il primo osservatorio astronomico italiano a pubblicare l’inventario del proprio archivio, evidenziando non solo la rilevanza storico-scientifica della Specola, ma anche l’importanza degli osservatori come fonti primarie per lo studio dell’astronomia. Questa iniziativa ha stimolato la riorganizzazione e l’inventariazione degli archivi storici di altri osservatori astronomici nazionali.
Con il passare degli anni, tuttavia, è emersa un’ulteriore quantità di documenti, precedentemente dispersi in aree inutilizzate dell’Osservatorio, negli uffici degli astronomi o tra i volumi della biblioteca. Questi documenti, riconosciuti come di fondamentale importanza, sono stati raccolti, restaurati e catalogati per essere messi a disposizione della comunità scientifica come un vero e proprio tesoro.
Tra i materiali più significativi si annovera una delle serie più estese al mondo di osservazioni magnetiche e meteo, risalenti alla seconda metà del XVIII secolo. Inoltre, si trovano documenti appartenenti a Emilio Bianchi, figura chiave della politica astronomica italiana durante il Ventennio e illustre studioso delle dinamiche del volo delle aeronavi, nonché l’intero corpus documentario della Società astronomica italiana, inclusi i documenti del 1938 legati alla persecuzione degli astronomi ebrei.
In un archivio, ogni documento riveste un’importanza potenzialmente cruciale a seconda dell’interesse e dell’ambito di ricerca dello studioso. A volte, anche un semplice frammento di carta può rivelarsi essenziale per arricchire una ricerca. Al termine di questo imponente lavoro di archiviazione, è possibile trovare oltre trentamila lettere di personalità di spicco come Pierre Simon Laplace e Ruggero Boscovich, Cesare Beccaria e Napoleone I Bonaparte. L’archivio include anche materiale cartografico relativo alla creazione della prima carta scientifica della Lombardia nel 1787, fotografie aeree scattate da dirigibili e documenti legati alle osservazioni di Marte e ai disegni senza tempo di Giovanni Schiaparelli.
Roberto Della Ceca, direttore dell’Inaf di Brera, sottolinea l’importanza del nuovo inventario per la ricerca scientifica: «Il nuovo inventario del nostro archivio storico apre nuove frontiere di ricerca che aspettano soltanto di essere esplorate». L’archivio è ora accessibile e gli studiosi sono invitati a visitare la sede di Brera, sotto la stessa cupola dove Schiaparelli osservò il Pianeta rosso. (METEOGIORNALE.IT)
