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Sentenza storica della CEDU: inazione sul clima viola il diritto di godere di un ambiente sano

La sentenza storica‍ della⁢ Corte Europea dei Diritti Umani ‌sul clima La Corte Europea dei Diritti Umani ha emesso una sentenza storica questa

La sentenza storica‍ della⁢ Corte Europea dei Diritti Umani ‌sul clima

La Corte Europea dei Diritti Umani ha emesso una sentenza storica questa ‌settimana, stabilendo che⁣ le politiche deboli in‍ materia di meteo in Svizzera mettono a rischio maggiore di morte per ondate di calore le donne anziane. Questa decisione⁢ rappresenta⁤ un precedente da accogliere con favore e un avvertimento⁣ per i⁤ governi.

La sentenza storica‍ della⁢ Corte Europea dei Diritti Umani ‌sul clima

Le minacce alla salute umana passano inosservate

Siamo tutti​ sotto minaccia, ‍quindi perché ⁢siamo contrari all’azione?

È tempo di ignorare ⁢le suppliche di chi⁢ è mosso dal denaro

È​ importante chiarire ⁢che​ questa non è una carta bianca per i litiganti⁤ vessatori. La‌ Corte ha infatti⁣ escluso il diritto di un singolo‍ individuo di citare il cambiamento climatico – e l’inerzia nel rimediare – come una minaccia al proprio diritto⁤ alla ​vita. La⁢ decisione di questa settimana riguarda il‌ diritto‍ di gruppi di persone a godere di un‍ “ambiente​ sano”, che è⁣ un principio consolidato della giurisprudenza ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione.

In ​questo‌ caso, un ⁣coraggioso gruppo di 2.000 ⁣donne “anziane” ha‌ dimostrato – collettivamente⁤ – che questo diritto ​è stato violato⁤ dal mancato⁢ intervento efficace della⁢ Svizzera per limitare il riscaldamento globale.

Le minacce alla salute umana passano inosservate

Il riconoscimento che gruppi di persone sono colpiti in modo sproporzionato dal cambiamento climatico apre la porta ad altre azioni in cui‍ i governi non riescono a proteggere​ i propri cittadini. Un esempio lampante è la produzione⁢ di plastica, che⁤ coinvolge oltre 16.000 componenti chimici, di‌ cui‍ un terzo rappresenta una minaccia per‌ la salute umana e per l’ambiente su cui gli esseri umani dipendono.

Più di 400 sostanze chimiche pericolose si trovano in ogni principale prodotto di plastica comunemente⁣ utilizzato, incluso il confezionamento degli alimenti. Eppure, solo il 6% delle molte e varie sostanze chimiche presenti nella plastica è regolamentato, ‍una‌ negligenza ‍altrettanto profonda​ di quella della Svizzera in materia di azione sul‌ meteo.

Per quanto riguarda ⁣i gruppi maggiormente colpiti, la scelta ⁢è⁣ ampia. Si potrebbe prendere in considerazione gli uomini. ‍Il ‌conteggio degli spermatozoi è diminuito del ⁣60% dal 1973 e – se i tassi attuali continuano – entro il 2040,‍ quattro uomini⁤ su cinque potrebbero soffrire di infertilità. ⁢Entro il 2045, il‍ conteggio degli spermatozoi potrebbe raggiungere lo ⁤zero.

O ‍si⁢ potrebbero considerare le donne. Le femmine con livelli più elevati di‍ sostanze chimiche “eterne” presenti nella plastica⁤ nel loro sangue ​hanno una probabilità del 40% in meno​ di rimanere‌ incinte entro un anno dal tentativo di‍ concepimento.​ Nel frattempo, i ftalati – sostanze chimiche che rendono la plastica ⁢resistente ‍- sono stati dimostrati ‍aumentare il ‌rischio di‌ aborto​ spontaneo e diabete gestazionale.

Siamo tutti​ sotto minaccia, ‍quindi perché ⁢siamo contrari all’azione?

In altre ⁣parole, l’umanità⁢ nel suo‍ insieme è sotto minaccia. Le sostanze chimiche che alterano il‍ sistema endocrino (EDC), come il⁣ bisfenolo ‍A presente nella plastica e le sostanze​ per- e polifluoroalchiliche‌ (PFAS), interferiscono con gli ormoni naturali del⁤ corpo con effetti devastanti.

Eppure, ‍i governi non si stanno muovendo abbastanza ​velocemente per arginare la marea ​della‍ produzione di plastica.⁤ Globalmente, la produzione di plastica vergine è passata da due milioni di tonnellate all’anno nel 1950 a 367 milioni di tonnellate nel 2020. Si‍ prevede ⁢che supererà il‌ miliardo di tonnellate all’anno entro‍ il 2050.

Cosa potrebbe impedire a un altro ⁢coraggioso gruppo, di donne, di uomini – di ⁢esseri umani – di intraprendere un’azione presso la CEDU contro‌ i molteplici fallimenti dei governi nel cambiare rotta? E⁣ perché qualcuno ‍vorrebbe ostacolarli?

Ovviamente, piuttosto che essere portati di nuovo in tribunale, c’è la possibilità per chi è in carica ⁤politica ‍di difendere ⁤i cittadini contro le grandi compagnie petrolifere in questo momento – senza intervento giudiziario.

È tempo di ignorare ⁢le suppliche di chi⁢ è mosso dal denaro

Tra 10 ‍giorni, sarà il momento cruciale alla quarta sessione⁣ del Comitato negoziale intergovernativo​ delle Nazioni Unite⁣ che ⁤sta⁤ sviluppando ⁤un trattato globale sulla plastica‍ a​ Ottawa, in Canada. Questo processo è ‍stato travagliato e ⁢rischia di concludersi ⁤con un risultato “minimo ⁣comune⁤ denominatore” che soddisfa‌ i giganti della plastica e nessun altro.

Ma un accordo internazionale che⁤ dia priorità alla salute umana è ⁢ancora alla portata del mondo se i leader europei ⁢e statunitensi ⁢scelgono⁣ di tendere⁤ la mano e afferrarlo. Gli scienziati brillanti e coraggiosi dietro il Plastic ⁤Health​ Council hanno delineato ‌un⁤ piano, dettagliando le clausole che devono essere ‍incluse nel trattato finale per proteggere la salute umana.

Con centinaia di‌ anni di esperienza in questo campo tra loro, delineano il percorso verso un trattato che ridurrà la⁣ produzione di plastica alla fonte, piuttosto che concentrarsi semplicemente sui rifiuti che la⁢ produzione sempre crescente crea. Un‌ trattato che ⁣protegge la salute delle nostre persone ⁤piuttosto che i profitti‍ dell’industria ‍dei ​combustibili fossili.

Ovviamente, le ⁤grandi compagnie petrolifere si opporranno con forza per ottenere il ​contrario, sollevando lo spettro di ⁢un ​Armageddon economico se la loro industria viene limitata. Ma se non altro, la sentenza di questa settimana della CEDU​ è un avvertimento tempestivo ai⁣ governi di ignorare tali suppliche speciali e ‌seguire la ‍scienza.