METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home » Tornado in Italia in aumento, la prossima stagione potrebbe esser da record
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAd PremiereCambiamento climatico

      Tornado in Italia in aumento, la prossima stagione potrebbe esser da record

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 13/03/2024
      Condividi
      5 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Negli ultimi decenni, l’Italia è stata testimone di un incremento di fenomeni meteorologici estremi quali trombe d’aria, tornado e trombe marine, un tempo considerati più rari. Questa tendenza mostra un aumento significativo della frequenza e dell’intensità di tali eventi, i quali non solo provocano danni materiali considerevoli ma rappresentano anche una minaccia per la sicurezza delle persone. La storia, però ci insegna di singoli eventi meteo ben più estremi che si sono avuti in Italia, ma come detto, singoli e soprattutto isolati nel tempo. In questi anni, soprattutto nell’ultimo decennio vediamo un cambiamento del clima italiano ormai percepito non solo dagli strumenti, ma anche dagli abitanti.

       

      La ricerca condotta dal Centro Nazionale Ricerche Atmosferiche e Climatologiche evidenzia che il numero di trombe d’aria registrate sul territorio italiano ha più che raddoppiato negli ultimi trent’anni, passando da una media di 15 eventi all’anno nel decennio degli anni ’90 a oltre 35 eventi annuali oggi. Tale tendenza è fonte di preoccupazione e sembra non mostrare segni di inversione. In merito ai numeri, ci sono altre fonti, non ufficiali, che sostengono di numeri decisamente superiori. Molte sono le trombe d’aria che non toccano per fortuna il suolo, ma che sono un’avvisaglia per il futuro.

       

      L’incremento osservato è principalmente attribuibile al riscaldamento globale, che ha reso l’atmosfera più instabile a causa dell’aumento delle temperature. Questa maggiore instabilità favorisce la formazione di correnti ascensionali più potenti e vorticose. Inoltre, il cambiamento climatico ha intensificato la frequenza e la violenza dei temporali, che possono a loro volta generare trombe d’aria.

       

      Le aree del territorio nazionale più esposte a questo rischio sono la Pianura Padana, le coste del Tirreno e, in modo particolare, la regione della Puglia centro-meridionale. Queste zone, a causa della combinazione di elevata temperatura, umidità e presenza di correnti d’aria eterogenee, offrono le condizioni ottimali per lo sviluppo di tali fenomeni.

       

      Le conseguenze di trombe d’aria e tornado possono essere devastanti, con venti che superano i 200 chilometri orari, capaci di abbattere alberi, danneggiare tetti e infrastrutture. Eventi come il tornado che ha colpito Dolo, in provincia di Venezia, nel 2015, hanno purtroppo dimostrato che questi fenomeni possono anche avere esiti mortali.

      Affrontare tale problematica richiede un impegno congiunto per mitigare il riscaldamento globale e perfezionare i sistemi di previsione e allerta per la popolazione da minimizzare i rischi. In Italia, non è attivo un sistema di allerta tornado come negli USA, dove però il fenomeno è di gran lunga di maggiore intensità e devastante.

       

      La formazione delle trombe d’aria dipende dalla presenza simultanea di più fattori: un elevato contenuto di umidità nell’aria, un forte gradiente verticale di temperatura che indica instabilità atmosferica, e significative variazioni della direzione e dell’intensità del vento con l’altitudine, noto come shear del vento. Uno shear elevato è un fattore che favorisce lo sviluppo di temporali a supercella, associati agli eventi più violenti.

       

      La frequenza delle trombe d’aria o tornado varia significativamente da una regione all’altra, con alcune aree come la Liguria che mostrano una frequenza di trombe marine simile a quella dello stato della Florida negli Stati Uniti, sebbene in Liguria siano generalmente di minore intensità.

       

      Le proiezioni meteo climatiche indicano un futuro con maggiore energia rilasciata dagli Oceani ed una crescente instabilità atmosferica, anche se con un probabile calo dello shear del vento. Questo scenario suggerisce un possibile decremento nel numero di tornado, ma con un incremento della loro intensità, in linea con le tendenze osservate negli Stati Uniti negli ultimi anni.

       

      L’esistenza di eventi di particolare intensità anche in Italia sottolinea la necessità di sviluppare sistemi di allerta avanzati. Tale obiettivo richiede tempo e un approccio multidisciplinare che includa non solo l’analisi dei dati radar in tempo reale ma anche studi approfonditi sui meccanismi di formazione dei tornado nel contesto specifico italiano, oltre all’educazione della popolazione sui comportamenti corretti da adottare in caso di allerta.

       

      Tuttavia, siamo ben lontani da avere eventi come quelli devastanti che ogni anno si verificano negli Stati Uniti d’America. Però, non è da sottovalutare che anche in Italia alcune trombe d’aria assumono intensità che può essere un rischio per le persone.

      Seguici su Google
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?