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Bella o brutta che sia, ogni stagione è capace di lasciare in eredità qualche insegnamento meteo climatico. Ovvio, il singolo insegnamento potrebbe avere poca valenza, se invece li sommiamo anno per anno ecco che qualcosa d’interessante dovrebbe restarci.
Prendete l’Inverno in corso, qualora dovessimo trarre un bilancio provvisorio beh, non sarebbe per niente esaltante. Potremmo affermare, tranquillamente, che non ha fatto freddo (salvo rare eccezioni e salvo il freddo da inversione), che ha nevicato poco o nulla (eccezion fatta per le Alpi), che stiamo affrontando una pesantissima siccità. Insomma, la normalità s’è vista col contagocce.
Un’unica stagione non può essere rappresentativa di un intero campione, ad esempio dovessimo prendere in considerazione gli ultimi 3 anni beh, l’insegnamento comincerebbe a essere importante. 3 anni di fila senza Inverno, o quasi. Mettiamoci dentro gli Inverni degli ultimi decenni ed il dado è tratto.
Vogliamo parlare dell’Estate? La scorsa è stata allucinante, ricorderemo per sempre il caldo desertico di fine luglio. Ricorderemo per sempre i quasi 50°C. Episodio isolato? Purtroppo no. L’andazzo degli ultimi anni è quello, ovvero avere stagioni estive sempre più calde, avere temperature sempre più alte.
Una singola stagione, lo ripetiamo, non può essere rappresentativa di un trend meteo climatico, per esserlo per forza di cose dobbiamo ricordarci l’andamento delle stagioni passate, degli anni passati. Ed ecco che allora il bilancio sì che si può fare, ed ecco che allora l’insegnamento sì che lo abbiamo.
L’insegnamento che ne abbiamo noi sapete qual è? Che i cambiamenti climatici sono reali, poi che la causa sia ascrivibile al riscaldamento globale o magari chissà, alla ciclicità climatica poco importa. Negli ultimi decenni, diciamo dall’esordio del nuovo millennio, i cambiamenti sono stati pesanti. Punto. (METEOGIORNALE.IT)
